Una lunga pista ciclabile che attraversa boschi di pini, dune di sabbia e piccoli villaggi di pescatori, con da una parte il Mar Baltico e dall’altra la Laguna dei Curi. Se amate viaggiare lentamente, la ciclabile della Penisola Curlandese è sicuramente una delle esperienze da inserire in un itinerario in Lituania.
Noi abbiamo deciso di dedicare una giornata proprio alla Penisola Curlandese in bicicletta, percorrendo la spettacolare tratta che da Klaipeda conduce fino a Nida, dopo aver trascorso una giornata nel meraviglioso Delta de fiume Nemunas.

Non è semplicemente una pista ciclabile, ma un’immersione dentro uno dei paesaggi più particolari dei Paesi Baltici: si pedala quasi sempre immersi nella natura, fermandosi lungo il percorso per scoprire spiagge selvagge, villaggi dalle casette colorate, sculture nel bosco e soprattutto le incredibili dune che hanno reso famosa questa sottile lingua di terra.
In questo articolo vi raccontiamo quindi come percorrere la ciclabile della Penisola Curlandese, quanti chilometri sono, quanto tempo serve e soprattutto quali sono le tappe che secondo noi non dovete perdere lungo il percorso da Smiltynė a Nida.
Dove si trova la Penisola Curlandese
La Penisola Curlandese, in lituano Kuršių Nerija, è una sottilissima striscia di sabbia che separa il Mar Baltico dalla Laguna dei Curi. È lunga complessivamente circa 98 chilometri e il suo territorio è diviso tra Lituania e l’oblast russo di Kaliningrad. La parte lituana è protetta dal Parco Nazionale della Penisola Curlandese e l’intero paesaggio culturale della penisola è stato inserito nella lista dei patrimoni UNESCO.
È un luogo davvero particolare: in alcuni punti la penisola è larga appena poche centinaia di metri e basta spostarsi di poco per passare dalle acque tranquille della laguna alle spiagge battute dal vento del Mar Baltico. Ed è proprio questa conformazione a renderla perfetta da scoprire in bicicletta.
La leggenda di Neringa
Secondo un’antica leggenda lituana, la Penisola Curlandese nacque grazie a Neringa, una giovane gigantessa buona e coraggiosa che viveva sulle coste del Mar Baltico. Neringa era amata dagli abitanti dei villaggi perché li proteggeva dalle tempeste e dalle onde violente che arrivavano dal mare. Un giorno, però, il dio del mare si infuriò e cominciò a scatenare tempeste sempre più forti, minacciando di distruggere le case dei pescatori e sommergere l’intera costa.
Per salvare la popolazione, Neringa raccolse enormi quantità di sabbia nel suo grembiule e iniziò a versarla nel mare. Continuò senza fermarsi, creando poco a poco una lunga barriera di dune capace di separare le acque agitate del Baltico dalla laguna più tranquilla. Nacque così la Penisola Curlandese, quella sottilissima striscia di terra che oggi divide il Mar Baltico dalla Laguna dei Curi. Secondo la leggenda, proprio per ricordare la gigantessa che salvò gli abitanti della zona, il territorio prese il nome di Neringa.
Ciclabile Penisola Curlandese: da Klaipeda a Nida
La pista ciclabile da Klaipeda a Nida attraversa praticamente tutta la parte lituana della Penisola Curlandese. Il percorso completo è di circa 55 chilometri e collega Smiltynė a Nida. In realtà si parte con la bicicletta da Klaipeda sulla terraferma, ma bisogna fare una piccola traghettata di 5 minuti per sbarcare a Smiltynė e poi la maggior parte dell’itinerario si svolge su pista ciclabile asfaltata o comunque separata dalla strada principale e il dislivello è davvero poco.

Questo non significa però che sia una passeggiata: più di 50 chilometri richiedono comunque un minimo di allenamento, soprattutto se, come noi, volete fermarvi spesso a visitare i diversi punti d’interesse. Per questo motivo vi dico che noi abbiamo preso la bici muscolare normale ma, vista la lunghezza e l’intensità del tragitto vi consigliamo di valutare una bici elettrica. Nonostante il bello della ciclabile della Penisola Curlandese, non sia arrivare velocemente a Nida, ma tutto quello che si incontra lungo il percorso.
Dove noleggiare la bicicletta per la Penisola Curlandese
Per percorrere la ciclabile della Penisola Curlandese potete noleggiare la bicicletta direttamente a Klaipėda, prima di prendere il traghetto per Smiltynė, oppure una volta arrivati sulla penisola.
La soluzione più comoda, soprattutto se volete percorrere l’intero itinerario da Smiltynė a Nida, è partire già con la bicicletta da Klaipėda e imbarcarla sul traghetto. In città sono disponibili diversi noleggi che propongono biciclette tradizionali ed e-bike, mentre durante l’estate è possibile trovare servizi di bike rental anche nelle località principali della Penisola Curlandese, come Juodkrantė e Nida. Noi abbiamo scelto Baltic Bike e ci siamo trovati molto bene.

Prima di partire controllate sempre:
- l’autonomia della batteria, se scegliete una e-bike;
- la presenza di lucchetto e kit di riparazione e caschetto;
- gli orari di apertura e riconsegna;
- la possibilità di restituire la bici in una località diversa da quella di partenza o che vi attendano al rientro;
- l’eventuale necessità di prenotazione nei mesi estivi.
Nei periodi di maggiore affluenza, soprattutto luglio e agosto, prenotare la bicicletta in anticipo può essere una buona idea. Il traghetto per la penisola costa circa 1 euro a tratta.
Smiltynė: il punto di partenza della ciclabile
Smiltynė è la porta d’accesso settentrionale alla Penisola Curlandese. Se avete tempo potete raggiungere anche le spiagge sul lato del Mar Baltico oppure visitare il Museo del Mare della Lituania, ma se il vostro obiettivo è percorrere tutta la Smiltynė-Nida in bici, vi consiglio di partire abbastanza presto.
Da qui la pista inizia ad attraversare lunghi tratti di pineta. È probabilmente questa una delle immagini che ricorderete maggiormente della giornata: una strada ciclabile che sembra perdersi nel bosco, il profumo dei pini e pochissime costruzioni intorno.
Juodkrantė: prima grande tappa
Dopo Smiltynė, una delle prime tappe importanti è Juodkrantė, uno dei principali villaggi della Penisola Curlandese. È un piccolo centro affacciato sulla Laguna dei Curi e rappresenta un buon punto dove fermarsi per una pausa. (Noi abbiamo proseguito per fermarci dopo!)
Juodkrantė conserva l’atmosfera tipica delle località baltiche di villeggiatura, con case tradizionali, lungolaguna e tanto verde. Ma soprattutto qui si trova una delle attrazioni più curiose della penisola.
La Collina delle Streghe
La Collina delle Streghe, o Hill of Witches, è un percorso nel bosco popolato da decine di grandi sculture in legno. Streghe, diavoli e personaggi delle leggende popolari lituane appaiono tra gli alberi trasformando la passeggiata in una sorta di fiaba un po’ inquietante.

Noi vi consigliamo di lasciare per un momento le biciclette e percorrere almeno una parte del sentiero a piedi…anche se salire le scale dopo km di bici vi metterà alla prova! È una tappa completamente diversa dalle altre della giornata e permette anche di conoscere qualcosa in più sul folklore lituano. Tempo di sosta: circa 30 minuti.
La colonia dei cormorani di Juodkrantė
Poco dopo la collina delle streghe, lungo la ciclabile della Penisola Curlandese, vale la pena fermarsi alla grande colonia di cormorani e aironi cenerini. È una delle soste naturalistiche più particolari del percorso.

Qui centinaia di uccelli nidificano sugli alberi della pineta e l’effetto è davvero impressionante: basta alzare lo sguardo per vedere i grandi nidi tra i rami e osservare cormorani e aironi muoversi continuamente sopra il bosco. La presenza massiccia dei cormorani ha modificato anche l’aspetto della vegetazione. Gli escrementi degli uccelli, molto acidi, hanno infatti danneggiato molti alberi, creando in alcuni punti un paesaggio quasi spettrale, con tronchi secchi e chiome completamente spoglie. Un breve sentiero e alcuni punti di osservazione permettono di avvicinarsi alla colonia senza disturbare gli animali. Tempo di sosta: 15 minuti.
Le Dead Dunes e la Riserva Naturale di Nagliai
Proseguendo verso sud si raggiunge una delle tappe più suggestive della Penisola Curlandese in bicicletta: la Riserva Naturale di Nagliai, dove si trovano le famose Dune Grigie, conosciute anche come Dune Morte (Dead Dunes).
Il nome deriva dalla storia di questo paesaggio: per secoli il vento ha spostato enormi quantità di sabbia lungo la penisola, arrivando in alcuni casi a ricoprire completamente antichi villaggi. Oggi l’area è fortemente protetta e può essere visitata soltanto seguendo i percorsi autorizzati. Il modo migliore per entrare nel cuore delle dune è percorrere il Nagliai Educational Trail, un sentiero naturalistico di circa 1,2 chilometri, in parte su passerelle in legno e in parte sulla sabbia, che conduce fino a un punto panoramico sulla Laguna dei Curi. Il paesaggio cambia completamente rispetto alla pineta attraversata in bicicletta poco prima: davanti agli occhi si aprono distese di sabbia, vegetazione bassa e acqua, con un’atmosfera quasi surreale.

L’ingresso al sentiero è a pagamento e, durante la nostra visita, il costo era di 5 euro. Noi abbiamo scelto di fermarci, ma tenete conto che questa non è una sosta velocissima: tra camminata, salita e passerelle calcolate almeno un’ora.
Per questo ve la consigliamo soprattutto se non avete fretta e volete vivere la ciclabile con calma. Se invece avete tempi molto stretti, potete anche valutarla diversamente, soprattutto se prevedete di tornare da Nida in barca come abbiamo fatto noi: dal mare le dune si vedono benissimo e, anzi, si riesce ad apprezzare ancora meglio la loro estensione e la forma dell’intero paesaggio. Tempo di sosta: 1-1.5 ore.
Pervalka e Preila: i piccoli villaggi sulla laguna
Riprese le biciclette, si entra in uno dei tratti che abbiamo preferito di tutta la ciclabile della Penisola Curlandese. La prima cittadina è Pervalka, uno dei villaggi più piccoli della penisola, con un’atmosfera davvero tranquilla. Le case colorate, i piccoli pontili e le barche ormeggiate sulla Laguna dei Curi creano uno scenario molto fotogenico, soprattutto dopo i lunghi chilometri trascorsi nella pineta.
Non serve dedicarle molto tempo: secondo noi il bello è semplicemente rallentare, attraversare il villaggio con calma e fermarsi qualche minuto sul lungolaguna. Proprio questo passaggio dalla foresta agli insediamenti affacciati sull’acqua ci è piaciuto moltissimo. Continuando verso sud si raggiunge poi Preila, un altro piccolo villaggio immerso nello stesso paesaggio di casette, barche, piccoli locali e tanta tranquillità.
A questo punto della giornata, però, i chilometri iniziano a farsi sentire e Nida è ormai vicina. Noi abbiamo fatto soltanto una sosta veloce per un succo di frutta, giusto il tempo di recuperare un po’ di energie prima di affrontare l’ultimo tratto della ciclabile e raggiungere finalmente la nostra meta.
Nida: arrivo della ciclabile della Penisola Curlandese
Appena arrivati la parola d’ordine per noi è stata CIBO! Quindi ci siamo fiondati vicino al porto e ci siamo fermati a berci una birra in un locale che faceva pizze! Di solito non la mangiamo mai all’estero ma avevamo fame e abbiamo ceduto alla tentazione! Era davvero buonissima! Vi lasciamo il nome così che possiate andare ad assaggiarla anche voi: Malkinè . Poi siamo partiti alla scoperta della cittadina!
Le case tradizionali dei pescatori
Una delle cose più caratteristiche di Nida sono proprio le sue case tradizionali in legno. I colori accesi, i piccoli giardini e le decorazioni rendono alcune strade particolarmente fotogeniche. Se amate fotografare i luoghi che visitate, Nida vi darà parecchio materiale.
La casa di Thomas Mann
Tra i luoghi culturali più interessanti c’è la casa di Thomas Mann. Lo scrittore tedesco rimase affascinato dal paesaggio di Nida e fece costruire qui la sua residenza estiva. La casa, affacciata sulla Laguna dei Curi, oggi ospita un museo dedicato allo scrittore ed è uno dei luoghi più conosciuti della cittadina.

La Duna di Parnidis
Se c’è un luogo che non dovete perdere a Nida è però la Duna di Parnidis. È uno dei punti panoramici più spettacolari della Penisola Curlandese. Dall’alto lo sguardo spazia sulla laguna, sulle dune e sui boschi e permette di comprendere realmente quanto sia sottile e particolare questa lingua di terra. Sulla duna si trova anche la grande meridiana di Nida. Dopo una giornata in bicicletta, raggiungerla può richiedere ancora un piccolo sforzo, ma il panorama ripaga decisamente della fatica. Anche qui calcolate un’ora di tempo tra salita, foto e discesa. Vi ricordo di portare un repellente per insetti perché sulle dune ci sono i mosquitos e sono fastidiosi! Tempo di sosta: 1 ora
Quanti chilometri sono da Smiltynė a Nida in bicicletta?
La distanza della ciclabile da Smiltynė a Nida è di circa 52 chilometri. Il percorso è prevalentemente pianeggiante (con un paio di dislivelli all’inizio e a metà strada) e quindi non presenta particolari difficoltà tecniche.
Bisogna però considerare che, aggiungendo le deviazioni per visitare le attrazioni e i villaggi, i chilometri reali della giornata possono aumentare. Se volete fermarvi a Juodkrantė, percorrere il Nagliai Educational Trail, visitare Pervalka e Preila e poi scoprire Nida, considerate una giornata intera.
Come rientrare da Nida dopo la ciclabile
Una volta arrivati a Nida, la domanda più importante è: come si rientra senza dover percorrere nuovamente tutta la ciclabile al contrario? Le possibilità sono diverse e dipendono soprattutto da dove avete noleggiato la bicicletta e da come avete organizzato la giornata.
La soluzione più comoda, soprattutto dopo circa 50 chilometri di pedalata, è verificare se il vostro noleggio offre un servizio di recupero o transfer delle biciclette da Nida verso Klaipėda o Smiltynė. È una possibilità da chiedere già al momento della prenotazione, perché non tutti i noleggi consentono di riconsegnare la bici in un punto diverso da quello di partenza.

Un’altra alternativa è utilizzare i collegamenti in autobus, verificando però in anticipo se il mezzo scelto consente il trasporto delle biciclette e se è necessario prenotarne il posto. Noi abbiamo scelto invece una soluzione decisamente più panoramica: rientrare in barca. Dopo aver raggiunto Nida abbiamo lasciato le biciclette e siamo tornati via acqua, godendoci così la Penisola Curlandese da un punto di vista completamente diverso. È stata anche l’occasione per rivedere le dune dal lato della Laguna dei Curi e rendersi conto ancora meglio della loro estensione.
Se volete fare come noi, il consiglio è di organizzare il rientro prima di partire in bicicletta, controllando orari, disponibilità e soprattutto le modalità di trasporto o riconsegna delle bici. Noi ci siamo rivolti al nostro noleggio che ci ha acquistato i biglietti ma se volete farlo da soli, vi consigliamo questa https://klaipedanida.lt/ che vi riporta direttamente a Klaipeda in circa 2 ore.
Ciclabile della Penisola Curlandese con bici normale o e-bike?
Dipende soprattutto dal vostro allenamento. Con una bicicletta tradizionale i circa 50 chilometri sono assolutamente fattibili per chi è abituato a pedalare, soprattutto perché il percorso non presenta grandi dislivelli. Se invece volete godervi maggiormente le soste o non pedalate abitualmente, una e-bike può essere la scelta migliore.
Tenete presente anche un altro elemento: il vento. Siamo sul Baltico e le condizioni possono cambiare velocemente. Un vento contrario può rendere decisamente più impegnativo anche un percorso apparentemente semplice.
La nostra esperienza: noi siamo abbastanza allenati, andiamo in bici regolarmente ma siamo ciclisti “della domenica” non ci consideriamo sportivi in questo. Abbiamo preso le biciclette muscolari con il cambio ma devo dire che avrei scelto l’elettrica. In alcuni punti è talmente in piano la strada che devi continuare a pedalare incessantemente e le ginocchia…saremo vecchi ormai! Haha!
Quanto tempo serve per percorrere la ciclabile?
Per noi la ciclabile della Penisola Curlandese non è un percorso da fare velocemente, ma un itinerario da vivere durante tutta la giornata. Noi abbiamo noleggiato le bici alle 9 e siamo partiti alle 10. Tenete conto anche che il traghetto per farvi cambiare sponda, non è continuo ma è circa ogni ora in estate. Con le pause segnate e visite abbastanza veloci siamo arrivati a Nida alle 16, per poi rientrare in barca alle 17.30.
Considerate quindi il tempo per:
- passeggiare sulla Collina delle Streghe;
- fermarvi a vedere i Cormorani;
- percorrere il Nagliai Educational Trail e salire sulle dead dunes;
- fare qualche deviazione verso il Mar Baltico;
- visitare Nida;
- raggiungere la Duna di Parnidis.
Quando percorrere la Penisola Curlandese in bicicletta
Il periodo più piacevole va indicativamente dalla tarda primavera all’inizio dell’autunno. Noi abbiamo percorso la Penisola Curlandese in bicicletta in agosto, inserendola nel nostro itinerario estivo di una settimana in Lituania. In estate le giornate sono lunghe e questo permette di avere molte ore a disposizione per pedalare e visitare le varie tappe. È però anche il periodo più frequentato, quindi conviene iniziare il percorso abbastanza presto, soprattutto nei weekend.
I nostri consigli per percorrere la Penisola Curlandese in bicicletta
Tra i consigli indispensabili che vi lasciamo ci sono:
- Al noleggio bici prendi sempre il caschetto perché è obbligatorio (anche se qualcuno non lo fa) e come già detto, fatti dare kit di riparazione, numero di telefono per emergenze e lucchetto per chiudere le bici. Inoltre ti consigliamo di verificare con il noleggiatore il tuo metodo di rientro. Si può rientrare in barca come abbiamo fatto noi, in 2 ore circa o in bus. In entrambi i casi dovrà aspettarvi per la riconsegna, quindi siate chiari!
- Prima di partire controllate l’app del meteo, non tanto per la pioggia (qui il tempo è imprevedibile!) ma soprattutto per il VENTO! Pedalare controvento è una fatica doppia.
- Nello zaino ci dev’essere: acqua, snack, frutta secca ecc. perchè ci sono ristori ma non sempre dove li cercate voi!
- Indispensabile una giacca antivento, pantaloncino da bici e abbigliamento tecnico in generale.
- Non sottovalutare le deviazioni a piedi, spesso sembra solo una passerella di accesso al mare…ma le gambe stanche la fanno diventare mezz’ora di salita! Scegliete solo le cose principali lasciare tempo sufficiente per Nida e non trasformare il percorso in una corsa.
- Portate un repellente per zanzare se visitate le dune o i sottoboschi.
- Se potete tenervi due giorni di tempo, sicuramente dormire a metà strada ve la fa godere al 100% così come dormire a Nida una notte.
Pedalare tra Mar Baltico e Laguna dei Curi: perché ne vale la pena
Uno degli aspetti più belli della ciclabile della Penisola Curlandese è la varietà del paesaggio. Per gran parte del percorso si pedala immersi nelle pinete, ma basta una piccola deviazione per raggiungere le spiagge del Mar Baltico, ampie, selvagge e spesso quasi deserte. Dall’altro lato della penisola si apre invece la Laguna dei Curi, più calma e punteggiata da piccoli villaggi di pescatori come Juodkrantė, Pervalka, Preila e Nida. Prendetevi del tempo per lasciare le bici (fatevi dare i lucchetti, mi raccomando!) e salire sulle passerelle che vi portano verso il Mar Baltico per godere di uno scenario pazzesco. Al contempo fermatevi a scattare qualche foto ai pescatori nella più calma Laguna dei Curi.
È proprio questo continuo alternarsi tra bosco, mare, laguna, dune e piccoli centri abitati a rendere così speciale il percorso. Secondo noi, la bicicletta è davvero uno dei modi migliori per scoprire la Penisola Curlandese, perché permette di percepire gradualmente tutti i cambiamenti del territorio: il profumo dei pini, il vento del Baltico, le distese di sabbia delle dune e l’atmosfera tranquilla dei villaggi affacciati sull’acqua. In auto probabilmente si attraverserebbe la stessa zona molto più velocemente, fermandosi soltanto nei punti principali. In bicicletta, invece, il viaggio diventa parte dell’esperienza.
E quando, dopo decine di chilometri, si arriva finalmente a Nida, con le sue case colorate e le dune all’orizzonte, si ha davvero la sensazione di aver attraversato uno dei paesaggi più belli e particolari della Lituania. Se amate natura, bicicletta e viaggi lenti, la Penisola Curlandese in bicicletta da Smiltynė a Nida è una delle esperienze che vi consigliamo maggiormente di inserire in un itinerario in Lituania.
I contenuti, le esperienze, le informazioni e le fotografie presenti in questo blog sono originali e frutto del nostro lavoro. Alcuni testi e paragrafi possono essere stati rielaborati con il supporto dell’intelligenza artificiale, sempre sotto la nostra supervisione, revisione e responsabilità editoriale.
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