BAMBINI IN MONTAGNA, cosa mettere nello zaino

Cosa mettere nello zaino in montagna per i bambini?

Tra poco si comincerà nuovamente a trascorrere i primi weekend fuori porta e la montagna sarà una delle prime destinazioni che raggiungeremo.

Ci piace un sacco camminare all’aria aperta, prendere il sole ed osservare gli animali del bosco!

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Certo con i bambini, serve un po’ di attenzione in più, ma… prati sconfinati, strutture family friendly e tante attività renderanno la vostra vacanza indimenticabile sia in estate che in inverno.

Ma allora cosa mettere nello zaino della montagna per bambini?

Must have in montagna

Oltre ad una cassetta di pronto soccorso ben fornita da tenere sempre a portata di mano, vi segnaliamo cosa non può mancare nel nostro equipaggiamento da 0 a 10 anni.

Il pronto soccorso speriamo di non doverlo usare mai ma complice l’altitudine e magari le temperature diverse dal luogo di partenza qualche piccolo sintomo può apparire. Vi rimandiamo nel nostro articolo su cosa porto sempre nel mio kit viaggio estate-inverno.

In base all’età del bambino indispensabile è uno zaino porta bimbi o un passeggino con ruote da trekking, così da affrontare ogni pendio in sicurezza.

Personalmente abbiamo usato entrambi nel corso degli anni ma preferisco lo zaino finchè il peso del bambino lo permette!

Da tenere sempre in borsa:

  • burrocacao in stick,
  • crema idratante con protezione solare e un cerotto UV antiscottature in estate. Quest’ultimo l’ho utilizzato moltissimo e tutt’ora lo uso perché anche se il mio folletto ha 10 anni odia mettersi ripetutamente la crema solare. Se va via solo sono così sicura che quando cambia il colore del cerotto almeno sa di doversi mettere la crema!
  • Se cominciano le camminate anche  cerotti per le vesciche risultano indispensabili, i piedini dei bambini sono spesso sudaticci e tendono a macerarsi prima per lo sfregamento con le scarpe.
  • Una torcia a luce bianca e rossa, se cominciano le prime passeggiate notturne! Noi l’abbiamo scoperta quest’estate e usata per osservare le volpi fuori dalla baita. Gli animali non vedono il rosso quindi all’ alba o al tramonto vi consentirà di vedere gli animaletti del bosco senza essere visti.
  • L’acqua è sempre importantissima per tutti ma in particolare per i più piccoli. In estate vi consiglio una borraccia di quelle riutilizzabili in plastica o alluminio.
  • Libri sui dinosauri e sugli animali fanno sempre scena se letti in montagna, ed anche qualche moschettone da attaccare al loro zainetto che di sicuro non useranno per fare ferrate ma sono sempre adorati dai bambini!
  • Non dimentichiamo poi l’abbigliamento. Cappellino e occhiali da sole ma anche un pile per il vento improvviso o un K-way per gli acquazzoni.
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Vivere il bosco!

Il bosco ha un sacco di cose da raccontare! Se dovete intrattenere i vostri bambini cercate di coinvolgerli sempre in qualcosa di curioso!

Io sono erborista ed ormai il mio folletto non ne può più di ascoltare le mie storie sulle piante e la natura in genere ma si possono appassionare anche alla ricerca di reperti dei dinosauri, piccoli fossili, animaletti e orme!

Guardate quante cose si possono scoprire in un bosco!

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MALDIVE AD ALIMATHÀ

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La nostra esperienza Maldive al villaggio Alimathà

Abituati da sempre a viaggi on the road, quest’anno decidiamo di riposarci un po’ e provare una struttura diversa, anche per gestire meglio il nostro piccolo folletto scatenato che ormai ha chiare le sue esigenze!

La nostra scelta si orienta dunque su un posto dove il villaggio è la formula ideale, le Maldive. Un paradiso da visitare almeno una volta nella vita!

Queste isole si possono vivere in vari modi…noi abbiamo scelto il villaggio all’epoca ma se tornassi probabilmente sceglierei la Guest House per immergermi di più nella realtà locale.

Se volete dei consigli su come organizzare un viaggio alle Maldive in autonomia ve li ho comunque riportati qui.

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Mare di fronte al nostro bungalow

Il nostro viaggio

Siamo partiti da casa armati di pochissimi bagagli per raggiungere l’aeroporto di Malpensa, non così vicino per noi ma comunque quello da cui partiamo più spesso!

Partiamo puntuali e facciamo scalo a Roma dove, senza scendere dall’aereo, riforniscono carburante e poi partiamo subito in perfetto orario! Il volo corre veloce anche perché è notte e riusciamo tutti a dormire.

Se scegliete destinazioni lontane vi consiglio sempre i voli notturni con i bambini perché così dormono…sempre che riusciate a dormire anche voi perché altrimenti loro saranno super arzilli alla discesa e voi degli zombie!!!

Perchè portare i bambini alle Maldive? Scoprilo qui!

Arriviamo a Malè quasi in anticipo e presi i bagagli usciamo dall’aeroporto.

Il primo impatto con la nostra isola

La prima impressione? Caldissimo e molta umidità! Ma anche un bel venticello…

Prendiamo la barca veloce per raggiungere il villaggio ed in un’ora e mezza circa arriviamo nelle maldive di Alimathà.

La struttura è bellissima, ricca di palme e fiori e molto accogliente.

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Un salto con l’animazione!

Il nostro bungalow fronte mare ci fa presagire una settimana fantastica di relax e mare! Vi segnalo che il lato sinistro dell’isola è il più tranquillo perché più lontano dalla zona ristorante e attività. Noi eravamo al 46, uscivamo dalla camera e andavamo in acqua sulla barriera di fronte: murene, aquile di mare, razze, squali, pesci di ogni colore e tipo a portata di “piede” nel senso che l’acqua è talmente bassa che non occorre quasi nuotare, basta camminare.

Per lo snorkeling l’isola è bella tutta, anche la parte di fronte al molo è molto popolata.

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Alla ricerca di Nemo!

Vi consiglio le scarpette da scoglio per tutti, non solo per i piccoli; la sabbia è corallina e ci sono pezzi grossi di corallo che risultano taglienti, mio figlio le ha sempre tenute addosso in spiaggia. Il pericolo è che le ferite poi si infettino dato che si cammina sempre scalzi nel villaggio, quindi non è il caso!

Dalla parte del molo c’è Casa Vela dove c’è l’animazione, bellissima e poco invadente ma molto coinvolgente. Noi che non siamo tipi da villaggio ci siamo divertiti un mondo! Un’animazione poco stressante ma molto coinvolgente. Anche gli spettacoli serali sono stati davvero carini!

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Balli tipici maldiviani

Il ristorante è curato, pulito e molto fornito. Si mangia benissimo ed anche per i bambini non c’è problema! Altra nota positiva…il medico! Sembra impossibile ma anche in vacanza può servire! Mio marito si era appena sistemato un dente prima di partire e col caldo ed il viaggio gli è scoppiato un ascesso purtroppo. Porto sempre un antibiotico a largo spettro con me ma non è stato sufficiente, ha dovuto chiederne al dottore che è stato disponibilissimo. Per fortuna in 2 giorni è passato e si è potuto godere la vacanza!

I bambini sono sempre coccolati ed intrattenuti con mille attività. Ma è nelle gite fuori isola che ho ritrovato e Maldive più vere. Quelle fatte di mercati rumorosi dal profumo di spezie, di pescatori che sistemano le reti e bambini che giocano a calcio!

Cosa fare con i bambini alle Maldive? Leggete i nostri consigli!

Spero di riuscire a tornare in queste isole magiche, dai colori azzurro e blu e dai pesci di mille colori. Forse non sceglierei le Maldive ad Alimathà ma la realtà locale. Viaggiare negli anni mi ha insegnato a prediligere attività rurali e tipiche ed a far girare l’economia del paese che mi ospita in modo più ragionato. Ma sicuramente è un pensiero personale e una settimana di relax in villaggio vale sempre la pena!

A presto

Cristina

COME ORGANIZZARE UN VIAGGIO ALLE MALDIVE

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Le Maldive sono un arcipelago sperso nell’oceano Indiano. Tanti piccoli atolli, da piccoli puntini a isole medio-grandi nelle quali trovare resort o veri villaggi maldiviani.

Ma come organizzare un viaggio alle Maldive?

Beh dipende un po’ da che tipi siete! Avrete l’imbarazzo della scelta tra resort di lusso all inclusive a guest house più spartane, da voli in idrovolante a traversate in barca veloce, da spiagge deserte a spiagge “popolari” dove dovrete rispettare le tradizioni e le regole musulmane.

Insomma…ce n’è per tutti i gusti! Ma vediamo i consigli principali!

Quando andare alle Maldive

La Maldive sono i mezzo all’oceano quindi soggette a cambiamenti repentini di clima. Di solito la stagione secca va da dicembre ad aprile che risulta essere il periodo migliore mentre l’estate è più piovosa e umida.

Tutto ciò ovviamente è del tutto relativo. Noi ad esempio ci siamo andati ad agosto ed abbiamo trovato sole bellissimo e zero pioggia, ma per questo come sempre siete soggetti al caso!

Trasporti interni tra le isole

L’arrivo con il volo internazionale scende per tutti sull’atollo di Malè, che è la capitale delle Maldive.

Per raggiungere la vostra isola dovrete poi prendere un altro mezzo.

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Un idrovolante

Il più veloce è sicuramente l’idrovolante che sorvola le isole ma troverete anche motoscafi veloci che fanno la spola dall’aeroporto e Dhoni, tipiche barche maldiviane, che vanno da un’isola all’altra.

Se viaggiate in famiglia vi esorto a valutare la barca e questo perché l’idrovolante non è sempre disponibile al momento dell’atterraggio.

Di due volte che siamo stati negli atolli, la seconda nonostante avessi prenotato l’idrovolante ho chiesto il cambio con la barca perché ci avrei messo meno e se avete bambini stare ad aspettare dopo 9 ore di volo…anche no!

Quali sono i motivi per portarvi dietro i bambini alle Maldive?

Beh…tantissimi! Leggeteli qui!

Assistenza sanitaria

Le isole sono lontane tra loro e se il mare è burrascoso spesso i trasferimenti risultano difficili.

L’unico ospedale internazionale è a Malè per cui fate opportune valutazioni se soffrite di patologie gravi che richiedono assistenza velocemente. Magari scegliete atolli più vicini alla capitale e più facilmente raggiungibili.

Per il resto le isole sono molto sicure. Non ci sono animali pericolosi e tranne qualche incidente dovuto a tagli con i coralli non ci sono pericoli nemmeno per i più piccoli.

Per questo vi consiglio in ogni caso di portarvi delle scarpette da scoglio per proteggere i piedi dai conchiglie che affiorano dalla sabbia e dalle punture degli anemoni di mare.

Se fate sub, magari da poco tempo e non siete esperti di profondità marine, valutate isole con la camera iperbarica che in caso di incidenti vi può salvare la vita!

Tutti a tavola!

Nei resort troverete ogni tipo di leccornia, dalla cucina italiana alla cucina maldiviana ed internazionale.

Se vi servono latte e omogeneizzati però meglio portarli da casa perché non tutte le isole ne sono fornite.

Cosa fare con i bambini alle Maldive? Ecco le nostre idee!

La cucina maldiviana è comunque una cucina speziata con influenze indiane e tanto pesce e legumi e riso.

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Il Mashuni, piatto tipico della colazione con tonno, cipolla e cocco accompagnato dal Roshi il pane senza lievito.
Photo by Dani Gelosa @noiconlevaligie

Per i bambini troverete anche in guest house riso e pesce e l’ottimo Bondi bai, il budino di riso amato da tutti!

Quanto costa una vacanza alle Maldive?

Se state pensando di organizzare un viaggio alle Maldive in modo low cost si può fare…tenendo sempre conto che non sono una meta economica e quindi comunque dovrete mettere a budget una cifra importante.

La scelta di solito si riversa sui villaggi all inclusive dove acquisterete un pacchetto con volo, transfert e hotel con pensione completa. A seconda del comfort che vorrete avrete prezzi diversi.

Ecco la nostra esperienza al Villaggio Alimathà!

Ma vi esorto a valutare anche un pernottamento in guesthouse, dove riuscirete a contenere i costi e vivere sicuramente un’esperienza diversa.

Vi lascio qui l’esperienza della mia amica Stefania di Piediniinviaggio.it.

Perché scegliere una Guesthouse alle Maldive?

“La nostra esperienza alle Maldive in Guesthouse è stata molto positiva e non posso fare altro che consigliarla per la possibilità di vivere maggiormente a contatto con la cultura e natura del luogo.

Spesso sono situate in punti strategici, sulla spiaggia o proprio a pochi metri, oltre che su isole ancora poco turistiche, quindi vivrete la vera vita del posto.

La facilità di instaurare rapporti con altri ospiti e con i gestori – in guesthouse si hanno alcuni spazi comuni come il ristorante, l’angolo relax, il giardino comune, con gli ospiti della casa si riesce ad instaurare un rapporto di convivenza pur avendo i propri spazi.

Avvertenze Baby Friendly

Il sole picchia! E per tutti sono necessari accorgimenti basilari per non rovinarsi la vacanza!

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Maldive per bambini

Quindi nell’organizzare un viaggio alle Maldive ricordatevi di:

  • Usare sempre una protezione solare con filtro minimo spf50…come sempre da erborista vi esorto a rispettare la natura il più possibile ed a scegliere creme che non si disperdano nell’oceano rovinando la flora e la fauna del luogo.
  • Per i bambini potete acquistare alla Decathlon le t-shirt con protezione uv
  • Occhiali da sole e cappello per tutti, il riverbero del sole sulla sabbia può dare problemi agli occhi, soprattutto ai più piccoli
  • Il mare è quasi sempre calmo ma se vi avventurate lontano da riva con i piccoli fate attenzione alle correnti.

Buon viaggio!

COSA FARE ALLE MALDIVE CON I BAMBINI

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Cosa fare alle Maldive con i bambini? Se avete letto il nostro articolo sui 5 motivi per portare i bambini alle Maldive e vi siete convinti a partire, ecco le cose che dovete assolutamente sapere per gestire spostamenti e giornata!

In fondo al mar…

Queste isole si trovano nell’oceano Indiano che occupa circa il 99 % del territorio maldiviano.

Le parole d’ordine per i bambini qui sono mare e sabbia! E quindi, riprendendo una frase del film “La sirenetta” scopriamo come vivere il mare con i bambini!

Attività per bambini nel mare delle Maldive

Nuotare qui è semplice: i fondali sono bassi e le acque raggiungono le temperature di 32°. Passeggiare in riva ci fa raccogliere conchiglie e guardare Paguri.

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Alla ricerca di Paguri

Partecipare a spedizioni di pesca con i pescatori del luogo è un bel modo per scoprire come usano le reti e gli arpioni e poi mangiare il pesce appena pescato!

Dagli 8 anni circa si possono fare lezioni di sub ed immersione ma per tutti è consigliato lo snorkeling con maschera e boccaglio per esplorare il mondo sottomarino. Pesci farfalla, pesci angelo, pesci pappagallo…quanti nomi da imparare e quanti animali da guardare!

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Un pesce pappagallo

Ricordatevi che se pensate di far frequentare ai vostri figli un corso d’immersione, prima di partire dovete procurarvi un certificato medico che attesti la buona salute.

Molto carino da fare è il Whale submarine, un sommergibile che si trova ancora nella capitale Malè, che porta i più piccoli a vedere pesci e coralli all’asciutto!

Ma anche una semplice uscita in Dhoni, l’imbarcazione tipica delle isole, vi potrà far avvistare Delfini e Balene…e se avrete fortuna squali e squalo balena!

Nella natura più vera...

Anche se siamo sempre portati a vedere le Maldive per i suoi stupendi fondali, non dimentichiamoci che ospitano anche animali terrestri molto caratteristici!

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Gechi alle Maldive

Ad esempio i simpatici Gechi che tengono lontane le zanzare e le volpi volanti che saltano di albero in albero mangiando frutta a più non posso.

All’avventura!

Per vivere incredibili avventure potete uscire ogni giorno in catamarano e visitare le isole vicine!

Troverete mercati locali dove scoprire la vita maldiviana ed acquistare souvenir strani. Ma anche qualche campo da calcio ricavato sulla sabbia dai bambini e giocare una partita Italia-Maldive val sempre la pena!

Avete letto la nostra esperienza ad Alimathà?

Le isole deserte vi faranno scoprire paguri solitari enormi e, se riuscirete a salire su una palma, potrete giocare con cocchi ed assaggiare frutta prelibata!

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Alla scoperta dell’isola!

Se vi sentite un po’ Jack Sparrow potrete anche pescare qualcosa e fare una bella grigliata sulla spiaggia…ma senza rum!!

Altri giochi maldiviani

I bambini maldiviani giocano a calcio ma anche a Carrom, un gioco da tavolo semovente simile ad un biliardo a “dita”.

In più sono abilissimi nell’intaglio di animali di legno ed anche nell’intrecciare fusti di palme per ottenere giochi ed oggetti.

Avete visto quante cose si possono fare con i più piccoli alle Maldive oltre il semplice mare?

Se vi è venuta voglia di organizzare un viaggio alle Maldive leggete i nostri consigli!

5 MOTIVI PER PORTARE I BAMBINI ALLE MALDIVE

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Se state pensando di volare alle Maldive ma avete paura di portarvi dietro i vostri bambini qui troverete (minimo) 5 motivi per abbandonare i vostri pensieri e partire felici!

1. A che età portare un bambino alle Maldive?

Non c’è un’età specifica per portare il vostro bambino alle Maldive. Come sempre ognuno ha i propri ritmi ed i suoi tratti caratteriali, per cui sarete solo voi come genitori a poter valutare le sue esigenze!

Potete partire quando il piccolo è in allattamento materno ma anche con il bibe a patto che vi portiate del latte dietro perché non sempre lo troverete negli atolli…o per lo meno non troverete di sicuro quello di cui fate uso!

Come organizzare un viaggio alle Maldive?

Venite a scoprire i nostri consigli!

Se vi preoccupate per il periodo dello svezzamento lasciate perdere! Negli atolli troverete sicuramente una grande varietà di cibo e se i vostri bambini sono ossessionati da pastina e pomodoro alla meno peggio potete portarvene dietro un pacchetto e sicuramente sia in Guest House che nei migliori resort ve ne cucineranno un piatto!

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Giochi in spiaggia

Se invece siete titubanti perché i vostri figli sono adolescenti e pensate che sia meglio una vacanza a Riccione con gli amici vi smentisco anche qui perché il target Maldive ormai è fatto di famiglie di differenti età per cui sicuramente troveranno qualcuno con cui intrattenersi!

Ma veniamo ai motivi per dovreste scegliere un viaggio alle Maldive in famiglia…

2. Le Maldive sono fatte di atolli

Che scoperta! Penserete! Ma in realtà è una cosa che gioca a favore di genitore!

Avrete sempre i vostri pupi a portata d’occhio e anche se vorrete stendervi in spiaggia saprete che sono per forza nell’atollo! L’evasione è difficile!

Sapete quante attività si possono fare alle Maldive con i bambini?

Venite a scoprirle in questo post!

3. L’acqua è degradante

L’acqua è molto bassa attorno agli atolli e molto calda in ogni stagione dell’anno per cui difficilmente rischieranno incidenti sia balneari che…intestinali!

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Il folletto che gioca a riva

4. I pesci delle Maldive

Uno dei motivi principali per noi per aver portato i bambini alle Maldive è stato quello di coinvolgerli nella caccia ai pesci!

Basta un libro, una canzone o la visione del film Disney Nemo per creare aspettativa e mostrargli il mondo sottomarino!

Il nostro folletto era piccolo all’epoca ma ricordo con amore i suoi tuffi alla ricerca di razze, gamberetti e pesciolini, oltre agli squaletti di barriera che non mancano mai!

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Alla ricerca di Nemo!

Vi basteranno maschera e boccaglio con braccioli o salvagente per rendere la giornata indimenticabile!

5. Ritmi e fuso orario

I ritmi sull’isola sono lenti ed a misura di bambino. Ci sono tante palme e tanta ombra per cui anche nelle ora più calde troveranno sempre un posto per fare un riposino tranquillo.

I resort di solito adottano un’ora differente rispetto alla Capitale Malè per cui fa buoi relativamente presto e dopo la cena i piccoli crollano e gli adulti si godono cena e relax!

Hai letto la nostra esperienza nel resort Alimathà?

Inoltre altro punto a favore è la mancanza di pericoli e di vaccini richiesti. Le Maldive sono sicure e delle isole magnifiche…a portata di ogni budget…ma di questo vi parlerò in un altro post!

A presto!

PETRA, LA CITTA’ PERDUTA

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Petra, una delle sette meraviglie del mondo: come organizzare la visita con i bambini

Non so quando ho cominciato a sognare Petra.

Ricordo che la mia nonna, da brava viaggiatrice, mi raccontava sempre di questo posto immerso nelle rocce, polveroso e rosso…da dove poi sorgeva una “casetta” bellissima, fatta di mattoni rosa e circondata di cammelli e asinelli.

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Nel mio immaginario di bambina era una cosa meravigliosa e ricordo sempre che portavo nel mio scrigno segreto la cartolina di Petra che mi aveva spedito lei.

Non so se siano stati questi ricordi a spingermi a prenotare questo viaggio, ma sicuramente la curiosità di andare a visitare una delle sette meraviglie del mondo ne ha svolto parte chiave.

Petra: il sito storico

Petra fu costruita dai Nabatei circa duemila anni fa…un bel tempo per essere ancora conservata così.

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La sua storia la vede fiorire nei primi secoli dopo Cristo diventando un’importante sosta lungo le rotte commerciali tra Mesopotamia ed Egitto ed un luogo di scambi di merci preziose, come incenso, mirra e spezie.

Ovviamente col folletto avevamo ripassato tutta questa parte di storia prima di portarlo a vedere il sito…ed è servito molto anche a noi ricalcare le orme di queste popolazioni mediorientali.

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Petra fu poi incorporata al mitico Impero Romano! Ma purtroppo un forte terremoto la colpì nel 4 secolo d.C. e la portò al declino.

Dimenticata per secoli, fu scoperta grazie ad un archeologo svizzero che, all’inizio del 1800 si fece accompagnare da alcuni beduini nel deserto e fece la scoperta di Petra! Per questo viene anche chiamata la città perduta!

La parte che vediamo ora conserva un’aura di mistero e segretezza. Tutte le costruzioni in pietra si rifanno, infatti, al culto dei morti, che venivano sepolti nelle gole in tombe scavate nella roccia.

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La città è un vero sito archeologico e la parte più nota, quella del Tesoro, è solo un pezzetto dell’immenso luogo di visita.

Petra: organizzare la visita

Se volete vedere una delle sette meraviglie del mondo dovete organizzarvi bene. Il sito è molto ben gestito e ma richiede tempo e soprattutto tanto cammino.

Noi lo abbiamo visto tutto in un giorno, ma se avete bimbi piccoli è davvero impensabile.

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Troverete ovunque cammelli ed asinelli, oltre che calessi, che vi daranno un passaggio lungo la via ma il costo è abbastanza salato, per cui a parere nostro, meglio visitarlo in 2 giorni piuttosto!

Il sito si trova tra deserto e canyon per cui obbligatorio cappellino, acqua e crema solare. Per quanto riguarda il cibo troverete solo un ristorante nella zona prima del Monastero, oppure molti bar con frutta e spuntini. Il nostro consiglio è quello di prendervi un pranzo al sacco al centro visitatori; pranzare sotto un porticato in pietra in una città millenaria non ha prezzo!

Petra: il centro visitatori

Appena scesi dalla collina se arrivate in auto troverete un parcheggio dove lasciarla e vi incamminerete a piedi verso il centro visitatori.

Il centro visitatori vi offre biglietto, mappe ed eventualmente una guida che vi porta in giro per il sito.

Noi siamo entrati con il Jordan Pass come vi ho illustrato nel nostro video sulla Giordania per cui non abbiamo acquistato il biglietto ma la mappa è in italiano e ci è stata molto utile per cui ve la consiglio!

Petra: l’entrata al Siq

La prima parte sterrata vi porterà all’ingresso del Siq, il canyon che alla fine si apre davanti al tesoro.

Oltre ad essere assaliti da venditori di ogni genere di mezzo di trasporto, la prima cosa che vedrete è la tomba dell’obelisco. Quattro piramidi coniche sovrastano un ingresso scavato nella roccia ed è già meraviglia….

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Si attraversa poi la vera e propria gola che in origine era nata come diga per il flusso di acqua in ingresso.

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Finalmente ad un certo punto si staglia lui, il Tesoro!

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Petra: il tesoro

Le gole del Siq hanno le pareti molto alte e gettano un’ombra lunga sull’antica via di accesso alla città. Dal sentiero all’improvviso emerge la luce del sole e ci si ritrova davanti al Tesoro, uno spettacolo che io ho nel cuore.

D’altronde chi non se lo ricorda il mitico Indiana Jones attraversare il Siq a cavallo e giungere davanti a lui?

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Non vi nego che è stata talmente tanta l’emozione per me che quasi quasi mi è scesa una lacrimuccia.

Il Tesoro è alto 40 metri ed è tutto decorato con capitelli, fregi e figure. Al suo interno c’è un’urna funebre che secondo la leggenda locale contiene il tesoro del Faraone, ma in realtà la funzione di questo monumento non è ancora nota.

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L’affollamento davanti alla roccia rosata è molto, per cui come consiglio vi esorto a fare foto in fascia serale o comunque quando la gente è un po’ sfollata!

Petra: la visita continua

La visita di Petra continua con la Strada delle Facciate, percorso circondato da tombe nabatee scolpite nella roccia e con le Tombe reali, davvero imponenti.

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La strada prosegue poi con le colonne ed il grande tempio. Le colonne sono di epoca romana mentre il tempio copre 7000 mq di sito archeologico!

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Personalmente mi ha colpito moltissimo vedere questa struttura così imponente e ben conservata e pensare come vivevano i Nabatei un tempo!

Petra: il monastero

La parte assolutamente più impegnativa di tutta la giornata è stata la salita al Monastero! Quasi 900 gradini in pietra in salita maaaa….salita salita eh!

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Ci siamo fermati a metà percorso per una centrifuga… le gambe non ci reggevano più!!!! Poi i Giordani fanno tutte queste centrifughe di frutta di cui vi innamorerete!

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Anyway, il monastero non lo potete assolutamente perdere!

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A mio parere tra la salita e la location del posto…è quasi più bello del tesoro!

Il monastero risale al regno di Re Rabel II, nel secondo secolo d.c. come luogo di culto ma in epoca romana fu utilizzato come chiesa.

Non è permesso l’ingresso ma sulla parte posteriore dell’altare si notano delle grandi croci scolpite nella roccia.

Bene…ora che siamo arrivati qui e vi abbiamo raccontato il nostro percorso ci beviamo un caffè col cardamomo…e ci avviamo a scendere!

Una discesa ripida e resa, secondo noi, pericolosa dagli asinelli da trasporto che salgono e scendono senza nessuna regola.

Il folletto lo imbarchiamo su un asinello perchè non ce la fa davvero più ed è stato anche troppo bravo!!! Alla fine il nostro fitbit segna 19,50 km!

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Petra: info varie

Il sito archeologico si trova a Petra città, un piccolo borgo dove troverete pochi hotel molto belli e curati e il centro visitatori.

La città vicina Wadi musa dista 2 km circa ed è ricca di hotel, ristoranti e tutto quello che vi serve. Noi abbiamo soggiornato a Wadi musa e mi sento di consigliarvela!

Il biglietto di ingresso lo potete acquistare online, ma è compreso nel Jordan Pass, oppure acquistarlo direttamente all’ingresso.

Come già detto vi consiglio cappellino, crema solare e acqua, oltre che pic nic o comunque gestione dei pasti all’interno.

Il sito di Petra dal 1985 fa parte dei Patrimoni Mondiali dell’UNESCO ed è una delle sette meraviglie del mondo.

Se volete info o mappe trovate l’app ufficiale GO PETRA da scaricare !

Spero di essere stata abbastanza esaustiva, se avete domande sono qui! Buona visita!

Cristina

MEDICINALI IN VIAGGIO PER BAMBINI: cosa portare e come organizzarsi

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Medicinali in viaggio per bambini?

Sono sempre stata una mamma viaggiatrice ed il mio primo pensiero quando sono rimasta incinta è stato come avrei affrontato i viaggi in modo sicuro.

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Viaggiare è bellissimo ma bisogna sempre farlo in assoluta sicurezza.

In viaggio può capitare qualunque imprevisto: un ritardo aereo che porta stanchezza e magari pasti disordinati, colpi d’aria che possono scombussolare intestino e stomaco, cibi diversi che possono causare disagi batterici o virus.

Tutto questo viene amplificato nei più piccoli che hanno difese immunitarie in crescita e soprattutto sono meno attenti all’igiene, manine in bocca, ciucci appoggiati in giro ecc ecc .

Per questo cerco sempre di organizzare viaggi “organizzati” portandomi in giro per il mondo ogni genere di medicinale che so di non poter reperire.

Medicinali in viaggio per bambini: come orientarsi

In montagna o al mare, in campagna o in città bisogna sempre prevedere un kit d’emergenza.

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Non perché magari andiamo in luoghi sperduti ma solo per essere certi di avere a disposizione quello che ci serve in modo immediato.

Chi ha problemi cronici o malattie pregresse deve portare con sé i propri farmaci con relativa prescrizione medica. Spesso in dogana o aeroporto chiedono la relativa ricetta con traduzione.

La scelta dei farmaci da mettere in valigia dipende anche dalla caratteristica del viaggio, dal tipo di struttura scelta, dalla durata della permanenza e dal clima.

Mi è capitato di andare alle Maldive quando qui era inverno ed il semplice sbalzo termico è stato per il folletto fonte di una febbre improvvisa.


Medicinali in viaggio per bambini: cosa portare

Come sapete io sono un’erborista, per cui cerco sempre di scegliere i farmaci più naturali possibili per risolvere i semplici malanni di stagione o comunque le comuni problematiche infettive.

Certo è che non disdegno i farmaci quando servono ed anzi in viaggio li porto sempre.

Mi è capitato di essere a Cuba e non riuscire in alcun modo a recuperare un antibiotico, così come di dover fare una visita a Capo Verde perché al tempo avevo dimenticato il cortisone!

Quindi cosa portare nel nostro kit emergenza?

  • un antipiretico contro la febbre, io porto la Tachipirina
  • un analgesico contro il dolore, Moment o Brufen
  • un antidiarroico, qui i solito mi affido ai semi di pompelmo con Astrictive di Prodeco che funziona sempre bene per adulti e bambini
  • un antibiotico a largo spettro d’azione, prescritto dal pediatra
  • del cortisone prescritto dal pediatra
  • un farmaco contro la chinetosi (mal d’auto, mal di mare, mal d’aria), di solito uso lo zenzero di Reprinaus Alta Natura
  • un collirio in monodose, Gse eye drops di Prodecopharma
  • gocce per le orecchie, Gse ear drops di Prodecopharma
  • tavolette per la gola e rimedi rapidi per i primi sintomi influenzali, come Influvis di Aboca
  • un prodotto repellente contro le zanzare ed altri insetti che prendo forte in caso di possibilità di malaria
  • una crema antiscottature alla calendula
  • un Kit da pronto soccorso con cerotti e garze disinfettate
  • un termometro
  • una pomata all’arnica contro ematomi e distorsioni

Medicinali in viaggio per bambini: cosa portare in destinazioni a rischio

Innanzi tutto prima di avventurarvi in paesi sottosviluppati o con condizioni sanitarie scarse cercate sempre di informarvi bene sulla situazione della zona attraverso il sito della Farnesina che vi fornisce info sanitarie e civili sul luogo.

Oltre ai farmaci che vi ho messo sopra potrebbe rivelarsi utile portare con sé anche: sali minerali per eventuali diarree del viaggiatore soprattutto nei piccoli, disinfettanti per l’acqua potabile, disinfettanti per le vie urinarie, farmaci antibatterici specifici per l’intestino, fermenti lattici oltre naturalmente a qualsiasi altro medicinale il medico ci prescriva (ad es. farmaci antimalarici se la zona è a rischio) o ci consigli di portare con noi.

Medicinali in viaggio per bambini: il nostro consiglio

Il primo consiglio che mi sento di darvi è quello di riporre sempre tutto a portata di mano in caso di emergenza.

Una volta mettevo sempre il kit nel bagaglio da stiva ma ora mi accerto sempre di tenere nello zaino le cose principali.

Questo perchè la valigia può essere smarrita e voi rimanere senza scorte anche dei medicinali che prendere abitualmente, ma anche perchè mi è capitato che il piccolo si tagliasse un ditino in aereo giocando con un giochino e la hostess non avesse manco un cerotto!

Oltre a questo, alcuni farmaci, tra cui i fermenti lattici, risentono degli sbalzi di temperatura per cui devono essere tenuti a temperature ragionevoli.

Spero di avervi lasciato qualche consiglio utile, ovviamente non tralascio di dire che alcuni luoghi del mondo hanno obblighi vaccinali importanti ma per questo lascio spazio all’asl di base che saprà sicuramente indirizzarvi verso il consiglio più utile per voi.

Nota bene: questo articolo è puramente informativo, non vuole assolutamente sostituirsi al consiglio medico specializzato.

VANCOUVER: IL CANADA DA SCOPRIRE!

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On-the-road lungo il Canada dell’Ovest alla scoperta di Parchi Naturali e della capitale Vancouver.

Cosa vedere a Vancouver?

Uno dei nostri viaggi folletti più letti e cliccati di sempre è quello sul Canada! Sarà perché nell’immaginario comune è una delle terre più ricche di fauna e flora ed è una zona piena di foreste e parchi naturali.

La bandiera del Canada

Se ci avete sui social la scorsa estate, avrete visto il mio stupore e le mie emozioni nell’esplorare questa terra magica, il Canada dell’ovest.

La pianificazione del viaggio

Devo confidarvi che all’inizio non ero così felice. Era uscita una super offerta per un volo con Lufthansa e l’abbiamo presa sull’onda dell’entusiasmo ma poi nei mesi successivi ci siamo fatti molte domande…sarà un viaggio entusiasmante per il folletto? Sarà freddo? Non saranno troppo pochi i giorni?

In realtà tutte le nostre risposte ci sono apparse davanti nel momento in cui siamo scesi dall’aereo e abbiamo messo piede a Vancouver, nella British Columbia canadese, sulla costa del Pacifico.

Il Canada in volo
Il Canada dall’alto

Il nostro viaggio è stato itinerante. Abbiamo affittato l’auto in aeroporto e ci siamo spostati in autonomia fino ai parchi naturali delle Rockies, Banff e Jasper, per poi scendere su Wistler e traghettare sull’isola.

British columbia

Questa zona del paese, vanta una serie di climi e paesaggi molto diversi tra loro, per cui, in estate, si passa dai 28° della città ai 2° della zona dei ghiacciai, dalla neve delle famose Rockies –le montagne rocciose- alla siccità delle zone costiere che poi in inverno diventano piovosissime. Montagne, foreste e ghiacciai ne fanno da padrone, ma non mancano praterie e zone aride…insomma una natura davvero imponente!

La nostra prima tappa è stata Vancouver, una vivace metropoli che ci ha subito stupito per i suoi abitanti orientali, la maggioranza cinesi, ma soprattutto per la sua pulizia e per l’integrazione sociale. Qui ad ogni domanda ti rispondono con un sorriso in un perfetto “British english” essendo una ex colonia britannica.

Vancouver

La città si estende sul litorale e, da un lato domina un golfo che poi si estende sulle montagne, mentre dall’altro si scorgono le vette dell’isola di Vancouver.

Vancouver
Vancouver dall’alto

La nostra prima sosta scesi dall’aereo dopo l’intercontinentale è un parco. Ce ne sono moltissimi a Vancouver, la gente si svaga, cammina, gioca con i bambini e mangia il gelato.

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Il Queen Elisabeth Park è in cima ad una collina che domina la città, fatta del downtown con i grattacieli ma anche dalle casette in stile elisabettiano del circondario. Scattiamo le prime foto e ci rilassiamo davanti alla fontana che circonda la piazza.

Visitiamo anche la geode dove viene riprodotto un clima pluviale con farfalle ed uccelli liberi di volare anche se devo dire che dopo aver visitato la vera foresta nell’isola avrei decisamente rinunciato alla visita della cupola! Ma come primo approccio naturalistico non ci è parso male!

Raggiungiamo il nostro hotel, il Trump tower, al centro della città e comodissimo a piedi a tutto. Di solito prediligiamo le catene alberghiere abbastanza economiche ma per questa vacanza abbiamo usufruito di alcune notti premio che avevamo con delle tessere punti e devo dire che questo hotel è stato una delle chicche della vacanza! Super lussuoso, camere molto ampie e zona centralissima!

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Il centro di Vancouver

Lasciamo le valigie, ci facciamo la doccia e cerchiamo di superare l’ostacolo del fuso orario uscendo subito a cena. Ci dirigiamo verso il Canada Place, una zona commerciale dove nella piazza è stata messa la scritta “Canada 150” visto che quest’anno è il centocinquantesimo anno di fondazione dei parchi nazionali canadesi. Facciamo la foto di rito e, costeggiando le superlative vedute del porto, ci spostiamo a Gastown, il centro storico della città.

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Qui vecchi edifici e strutture moderne coesistono su strade di mattoncini rossi, cabine telefoniche rosse e pub inglesi ed irlandesi. La zona è vivace e piena di gente nonostante l’escursione termica sia notevole e dai 28° del giorno siamo passati ai 15° della sera!

La strada principale è Water Street che, nel suo centro mostra lo splendido Steam Clock un orologio del 1977 caratterizzato da un vecchio fischio da piroscafo che sbuffa vapore e fischietta ogni 15 minuti. Poco più avanti, in Maple tree square,  c’è la statua di Gassy Jack, il fondatore della città ovvero il primo proprietario di un saloon. Sullo sfondo svetta l’Harbour Centre Tower, il grattacielo più alto della città.

Steam clock vancouver
Lo steam clock

Ceniamo in un carinissimo ristorante inglese della zona e prendiamo le prime confidenze con il valore del dollaro canadese e le mance! Vi ricordo che qui la mancia è obbligatoria ed è calcolata in circa il 15% del totale che si trova sullo scontrino. Vi ricordo inoltre che tantissimi pub bellissimi del centro rispettano le regole anglosassoni e quindi i bambini non possono entrare; la politica sugli alcolici qui è molto restrittiva.

Lo stanley Park

Il nostro secondo giorno comincia con una classica colazione da Starbuck’s, un nostro must in vacanza ormai, e prosegue con il noleggio delle biciclette per attraversare lo Stanley Park.

Prendiamo le bici da Spokes in Georgia St, ma di noleggi ce ne sono moltissimi, ricordatevi solo di prenotarle in alta stagione altrimenti non ne troverete! Forniscono anche i caschetti ed i carrellini chiusi per i bambini più piccoli.

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Questo parco è il più grande di Vancouver e presenta anche moltissime delle cose da vedere in  questa città. Si può percorrere anche a piedi ma le distanze sono grandi per cui la bici è il mezzo più consigliato. Cominciamo il percorso che è ben segnalato e circolare. Costeggiamo Deadman’s Island per raggiungere la nostra prima tappa, la zona dei Totem.

Totem sono molto presenti nella cultura di questa parte del Canada e provengono dalle Queen Charlotte Island; raccontano storie antiche con i loro disegni, storie di famiglie, guerrieri, capi e tradizioni dei popoli delle First Nations. Sono tutti intagliati nel legno di cedro, che qui è l’albero nazionale, alcuni colorati altri no ma tutti originali.

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I totem allo Stanley Park

Io che amo la simbologia e cerco di trovare sempre un significato a tutto non vi nascondo che mi sono davvero emozionata nel vedere queste opere svettare in mezzo al parco.

Raggiungiamo Prospect point, il punto più alto che ci offre una vista mozzafiato sulla baia ma anche sul Lions Gate Bridge, questo ponte stile San Francisco che la attraversa. Terminiamo il percorso con la Lost Lagoon, una laguna naturale ricca di uccelli e balneabile in estate. Qui c’è anche l’acquario ed il museo della scienza che purtroppo non riusciamo a visitare ma che dicono siano molto belli per i folletti.

Gita al Capilano suspension bridge

Facciamo pausa pranzo con un panino veloce e ci dirigiamo al Capilano Suspension Bridge che si trova un po’ fuori per cui necessitiamo della macchina. Il tragitto è breve e arriviamo velocemente.

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Sul Capilano Suspension Bridge

Ecco…questo è il parco a mio avviso (ed anche del folletto eheh!) più bello di tutti. È famoso per avere questo ponte in corda lungo 137 metri e sospeso a 70 metri di altezza tra le due sponde del fiume Capilano. Ps…se avete paura dell’altezza fatevi accompagnare perché dondola davvero molto!

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A tutti i folletti viene distribuito in entrata un libricino con i timbri da fare ad ogni punto del percorso. Il parco è molto grande oltre al ponte ed è tutto ombreggiato da aceri e cedri secolari. L’avventura vera e propria però si svolge “on the top” cioè sulla cima degli alberi stessi dove troviamo la Treetops adventure! Passerelle in legno, scale ondeggianti, alberi e natura da scoprire oltre a scoiattoli iperattivi alla ricerca di cibo ed uccelli canterini. Insomma…a noi è piaciuta moltissimo anche perché ci siamo conquistati la prima spilla da Ranger ed è stata una soddisfazione.

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In tutti i parchi naturali canadesi, ma lo avevamo fatto anche in Usa, c’è lo Junior Ranger Program che permette ai bambini a seconda della fascia di età di interagire con il parco stesso e li aiuta a capire il contesto in modo divertente e senza annoiarsi! Una caccia all’indizio che ci ha tenuti attivi per tutta la vacanza!

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La serata si conclude con la visita di Chinatown che però ci delude molto. Ci aspettavamo quella di una grande città mentre invece è una zona desolata e sporca. Visitiamo comunque il giardino Dr.Sun Yat-Sen e ceniamo in un ristorante thai.

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Il nostro ultimo giorno proviamo per colazione la catena canadese Tim Hortons che poi ci delizierà spesso per il suo ottimo caffè ed i prezzi davvero bassi. Se volete le ciambelle stile Homer Simpson questo è il posto che fa per voi!

Grenville Island

Il museo dell’antropologia University of British Columbia Museum of Anthropology  ci delude un po’…forse ci aspettavamo più storia indiana e totem, invece al di là di alcune sculture di spicco e le case Haida dei primi insediamenti si rivela un’accozzaglia di vasi e opere moderne. Finiamo quindi la visita prestissimo e ci spostiamo a Granville Island dove esploriamo il mercato ricco di frutti di bosco, che qui ne fanno da padrone e artigianato locale. Ci fermiamo per pranzo e prendiamo il sole nella baia.

Grenville Island
Granville Island

Anticipiamo il traghetto per l’isola di Vancouver che vi consiglio assolutamente di prenotare. Vi informo che i porti di partenza ed arrivo sono diversi per cui valutate bene le distanze! La percorrenza è di circa 1 ora e 15 per Victoria.

Victoria, la capitale dell’isola di Vancouver

Victoria è la vera capitale del British Columbia. Una città di cui mi sono innamorata! Cesti di fiori ovunque, aria salmastra, lampioni e negozi stile old english…insomma una vera chicca! La passeggiata per il centro è poco impegnativa, il Parlamento si staglia sul porto e dietro di lui il Royal BC Museum. Il parco adiacente Thunderbird park ospita dei totem riprodotti da artisti locali che è facile anche vedere finché intagliano. Stupenda la strada centrale Goverment St che ci porta nell’atmosfera londinese fino a Market square con i suoi Saloon in stile.

Victoria by night
Victoria by night

Anche qui super fortuna perché tra punti e qualche soldino in più siamo riusciti  a pernottare una notte in un castello! Davvero British!

Victoria-Vancouver

Questi sono giorni di relax perché torniamo da tanti km percorsi in auto nei parchi i giorni precedenti…per cui ceniamo rilassati assaggiando anche le ostriche locali che vi consiglio perché davvero ottime ed abbordabili. Ps cena nel pub irlandese più grande di Victoria ed il fish and chips con il salmone è davvero squisito!

Tofino

Ultima tappa del racconto è Tofino, affollato centro turistico che confina con il parco naturale del Pacific Rim. Quattro ore circa di auto per raggiungerlo dalla capitale. Una cittadina vivace, con surfisti ovunque per la presenza di onde alte e tanto vento, ma con la foresta pluviale alle spalle. Stiamo qui due giorni in spiaggia fortunatamente al sole ma vi informo che qui ci si sveglia sempre con la nebbia…il sole fa capolino verso le 11 del mattino e se ne va alla sera.

Tofino
Tofino

Le maree sono importanti, le spiagge brulle e selvagge e non si può certo prendere il sole! Noi ci dedichiamo all’esplorazione di una parte della foresta con il libretto del parco per il ranger program, a giochi in spiaggia ed a una gita per il Whale watching.

Le balene le abbiamo già viste in California a ci emozionano sempre con le loro codone ed il dorso rugoso!

Spero di avere entusiasmato anche voi con questo racconto lungo ma davvero essenziale! Tante altre cose ci sarebbero da dire su questa parte di mondo che rimane ancora incontaminata! Se vi serve qualche delucidazione scrivetemi! Intanto io vi aspetto sempre sul blog con le nostre avventure….e finirò presto di scrivere l’articolo su parchi!

Canada erbette follette

Info utili:

Questo viaggio è stato fatto in tre, mamma, papà e folletto di 8 anni nel mese di agosto 2017.

La durata del viaggio è stata di circa 15 giorni, passando da Vancouver al Banff NP ed al Jasper NP, poi per Whistler e per la Vancouver Island.

Auto: Il nostro viaggio è stato itinerante. Abbiamo affittato l’auto in aeroporto tramite rentalcar.com e ci siamo spostati in autonomia.

Traghetto:

Volo: abbiamo volato Lufthansa da Venezia con scalo su Francoforte con il bellissimo A380 fino a Vancouver. Il volo è stato acquistato a dicembre del 2016 con una promo Lufthansa.

Alloggi: abbiamo la fortuna di avere mio fratello che vive a Vancouver per cui tanti alloggi sono stati presi tramite lui. In ogni caso consiglio sempre Booking, Expedia e Hotel.com

Ricordatevi che qui c’è il dollaro canadese che non corrisponde a quello americano!!