La laguna di Marano, slow tourism in Friuli-Venezia Giulia

glamping-tenuta-regina

Cosa fare nella laguna di Marano, attività e percorsi in famiglia, scopriteli con noi!

Lo slow-tourism o turismo lento, è un nuovo modo di viaggiare più attento ai ritmi personali, che permette di rilassarsi e prendersi un po’ di tempo per ammirare le bellezze che ci circondano.

Questo weekend abbiamo fatto proprio quest’esperienza, cercando di scoprire la Laguna di Marano in Friuli-Venezia Giulia, dove il rispetto per l’ambiente, l’amore per la terra e l’acqua sono tra i pilastri di questa regione.

Dove si trova la Laguna di Marano?

La laguna di Marano è una laguna situata nella parte più settentrionale dell’Alto Adriatico, in provincia di Udine, estesa fra la foce del Tagliamento e la bocca di Porto Buso, che la divide ad est dall’adiacente laguna di Grado. 

Qui vi ho segnato tutti i luoghi che fanno parte delle attività che abbiamo fatto questo weekend così le avrete tutte a portata di mappa!

Dove dormire nella laguna di Marano

Parto a raccontarvi questo posto proprio da dove abbiamo soggiornato, perchè credo che nello scegliere una vacanza slow, la prima cosa da considerare sia l’alloggio!

Lontano da confusione e città, immerso nella natura della laguna, e soprattutto ecosostenibile come piace a noi…ecco com’è il Glamping Tenuta Regina.

I gestori Giorgio ed Elisabetta vi accolgono con simpatia ed entusiasmo in questa struttura immersa in un bosco con tende glamping in eco-cotone e legno, dotate di tutti i comfort, oltre che con alcuni appartamenti familiari.

Le tende sono ottime per far vivere un’esperienza wild ai bambini ma anche per rilassarsi in famiglia. Il parco ombreggiato offre poi un’ area acquatica con una piscina classica ma anche con una bio-piscina senza cloro, dove le piante acquatiche puliscono l’acqua in totale naturalezza.

Un posto dove fare digital detox, praticare yoga o meditazione ma anche dove fare una vacanza attiva tra bici e sport come abbiamo fatto noi!

E per cominciare bene la giornata non c’è niente di meglio di una sana colazione...e quella che vi prepara Elisabetta è davvero ottima! Potete farvela consegnare con il cestino direttamente in tenda ed iniziare la giornata lentamente, bevendo il caffè con il cinguettio degli uccellini e delle cicale in sottofondo! I prodotti usati sono tutti biologici ed agrituristici, quindi con un occhio attento alla salute.

Altrimenti potete gestirvi i pasti in autonomia perché la vostra tenda è accessoriata con forno, piastre e tutti gli utensili da cucina.

Scopri un altro glamping

al lago di Ledro

Laguna di Marano in bici

Il miglior modo per esplorare questi posti è sicuramente la bicicletta. Al Glamping Tenuta Regina sono a disposizione degli ospiti su richiesta.

I due percorsi che vi consigliamo sono semplici e vi permettono di trascorrere qualche ora in famiglia pedalando tra boschi e laguna.

La bilancia di Bepi

Per sgranchirvi le gambe cominciate uscendo dalla tenuta e percorrendo circa 1,5 km per arrivare alla Bilancia di Bepi sulle foci del Fiume Stella.

Qui potrete fare pausa bevendo o mangiando qualcosa nel food-truck di Daniele. Ma la vera perla di questo posto è il bilancione da pesca che, come 40 anni fa, è ancora in azione. Una grande rete tesa azionata da un motore elettrico che si innalza dalla palafitta sul fiume.

bilancia-di-bepi-laguna-marano

La Bilancia è all’interno della Riserva Regionale Naturale Foci del Fiume Stella. Qui Daniele organizza esperienza in Kajak, tour in barca, escursioni in bicicletta e vi fa vivere la pesca, che viene svolta nel rispetto totale dell’ambiente lagunare.

Viene servito solo il pescato del giorno, con ricette sfiziose e local, per una pausa golosa dopo la visita e la…pedalata!

La Riserva naturale di Canal Novo

La laguna di Marano ha al suo interno una Riserva naturale protetta dal WWF, quella di Canal Novo.

Ci si arriva pedalando tra campi di girasole, chiesette abbandonate e tanti punti per il birdwatching dispersi in queste zone. Il tragitto è di circa 13 km ed in un’oretta si arriva all’oasi protetta.

cosa-fare-laguna-marano

All’interno della riserva, ci sono dei Casoni ricostruiti dove si svolgono laboratori didattici e accoglienza, ma anche capanni dove osservare gli uccelli e gli altri animali della laguna, con tante tavole esplicative.

oasi-canl-novo

Di recente è stato realizzato un piccolo acquario, dove immergersi tra gli animaletti ed i pesci della laguna.

L’oasi è aperta tutto l’anno dal martedì alla domenica, dalle ore 9.00 alle 17.00.
Il biglietto costa: Adulti – 3,50  Euro, Ridotto – 2,50  Euro (sotto i 6 anni gratuito)

Laguna di Marano in barca

Un altro modo per esplorare la laguna è la barca! Il porto di Marano lagunare vi stupirà per le sue tante imbarcazioni da pesca, che qui è una delle attività principali.

in-barca-in-laguna-di-marano

Si pescano vongole, seppie, le schie (un tipo di gamberetto) e le moleche (granchi dal guscio morbido) ma anche anguille, branzini, orate e tantissimi cefali.

La pesca varia a seconda della stagione, perché le correnti della foce del fiume Stella che si immette in laguna fa variare la salinità e le condizioni dell’acqua salmastra.

Durante il nostro tour con Rosano di LadyE, abbiamo scoperto i luoghi della pesca con le reti ed anche i tipi di reti differenti per ogni tipo di pesca.

Tante le isolette che offrono una straordinaria bellezza paesaggistica tra il blu del mare e il verde-marrone dei canneti, la principale è l’isola delle conchiglie con i casoni.

casoni-laguna-marano

Costruzioni tipiche del luogo, i Casoni sono capanni da pesca che si trovano in tutta la laguna veneta e friulana. Alcuni sono raggruppati in piccoli villaggi e vengono usati dai pescatori come punto di appoggio oppure per gite turistiche.

Marano lagunare

Last but not least, il centro storico di Marano Lagunare, dove svetta la torre “millenaria”, tra il susseguirsi di calli e piazzette, testimonianza del passaggio della Repubblica di Venezia, che governò queste terre dal Quattrocento alla fine del Settecento.

Uno spritz nella sua piazzetta è d’obbligo dopo la gita in barca!

Dove mangiare in laguna di Marano

Le specialità locali si basano principalmente sulla pesca e sul pescato del giorno, in perfetta ottica slow-food. I pescatori riforniscono i ristoranti ogni giorno e la qualità è super!

Noi abbiamo scelto per il pesce la Trattoria al Bronzan, vicino alla Tenuta Regina, dove abbiamo assaggiato le specialità del giorno. Davvero squisite.

pesce-laguna-marano

Se volete assaggiare le specialità friulane invece, vi segnaliamo la Trattoria al Cacciatore. Qui potrete degustare dell’ottima carne alla griglia ma anche il famosissimo Frico, un piatto a base di formaggio di varie stagionature, patate e cipolla.

frico-friulano

Vi parlerò in modo approfondito di un bio-agriturismo dove fare anche altre esperienze ed assaggiare del pesce….dalla laguna alla tavola.

La laguna di Marano è ottima per un’immersione nella lentezza ed un recupero di energie, caricando lo spirito con ottimo cibo e vino e riempiendo gli occhi con panorami mozzafiato.

Vicinissima al mare di Lignano Sabbiadoro e Grado, ma anche a città d’arte come Aquileia e Palmanova che vi racconterò prestissimo!

Cosa fare al Lago di Ledro

Abbiamo esplorato la Val di Ledro in un weekend di giugno ed abbiamo scoperto tantissime cose da fare in questo piccolo angolo di natura del Trentino, ecco quindi il nostro articolo su cosa fare al lago di Ledro.

Dov’è la Val di Ledro

Una delle domande che ho ricevuto più spesso quando ho iniziato a pubblicare le foto su instagram del nostro weekend a Ledro, è stata: “ma dove si trova questo verde lago?”

Effettivamente, noi del Veneto lo conosciamo abbastanza per la sua vicinanza, ma nelle altre regioni probabilmente non è molto conosciuto!

Il lago di Ledro fa parte del Trentino e si trova in montagna. Le sua acque verde smeraldo riflettono i boschi circostanti e rendono la vista davvero rilassante e fresca.

lago-di-Ledro
Il lago verde smeraldo del Trentino

La strada per arrivare è quella che passa dal Garda e da Riva, sia in superstrada che nella Sentiero del Ponale che dobbiamo sempre percorrere in biciletta! (Un giorno ci riusciremo!)

Oppure ci si arriva dalla Lombardia, salendo dalla sponda bresciana dapprima al lago di Idro (con cui spesso viene confuso) e poi al lago di Ledro.

Dove fare il bagno al lago di Ledro

Il lago di Ledro è ottimo per passeggiate e trekking, ma viene frequentato molto da chi pratica sport acquatici.

C’è sempre un bel venticello che soffia dalle montagne per cui fare kite surf o vela è davvero l’ideale.

Il lago è freddino…ma in estate farci un tuffo è un’ottima idea! Tra l’altro ci sono delle spiagge pubbliche tenute in ottimo stato con servizi, prato e giochi per bambini, per offrire una giornata in famiglia al top!

pedalò-tarolli-lago-ledro
Il nostro pedalò al noleggio barche Tarolli

Una delle attività che vi consigliamo se andate con bambini (anche fuori stagione) è il noleggio di un pedalò. Un bellissimo modo per esplorare il lago che si può girare in un paio d’ore, soffermandosi su posti da fotografare e magari un tuffo da fare!

Per questa attività vi consigliamo il noleggio barche Tarolli che ha 2 punti di servizio. Potete anche noleggiare da una parte del lago e riconsegnare dall’altra, tornando a piedi.

Attività da fare al lago di Ledro

Oltre alle attività acquatiche ce ne sono moltissime da fare anche quando piove (momento sempre critico!) o comunque da unire all’attività del lago.

Trekking in val di Ledro

Prima di tutto, non dimentichiamoci di essere in montagna, per cui troverete tantissimi percorsi e trekking da fare! Alcuni più semplici e adatti alle famiglie, altri più impegnativi da fare a piedi o in mountainbike.

Potete iniziare dalla passeggiata attorno al lago che, con i suoi 10 km di lunghezza, vi regala sfumature sempre nuove.

Oppure fare il giro circolare a Ledroland art, dove le opere d’arte si integrano perfettamente con l’ambiente circostante del bosco.

ledro-land-art
Opere a Ledro Land art

Una camminata per tutti, che percorre il suggestivo sentiero che costeggia il torrente Assat e porta a Malga Cita. Un paio d’ore di tranquillità, respirando a pieni polmoni!

Oppure portandosi un pic-nic da fare nei tanti tavoli all’aria aperta!

Amiamo l’arte nel bosco!

Ti ricordi la nostra giornata a Artesella?

Non dimentichiamoci poi, che la Val di Ledro è uno scrigno di biodiversità naturalistica tra mondo alpino e mediterraneo ed ha ricevuto il riconoscimento di Riserva della biosfera UNESCO dal 2015.

Sostenibilità e natura si fondono insieme, creando un ambiente unico anche per i percorsi da fare a piedi ed in bici.

gorg-d-abiss-cascata
La cascata di Gorg d’Abiss

Spostandovi in auto fino a Tiarno di sotto, potrete raggiungere la stupenda cascata azzurra del Gorg d’Abiss, con una breve camminata nel bosco. Quanta freschezza arrivare sotto al getto d’acqua!

Altro percorso per bambini? Perfetto quello in Val Concei, dove la Fata Gavardina racconta la sua leggenda tra stregoni, folletti e animali del bosco!

Se cercate trekking più impegnativi invece, sarà pronto presto un altro articolo con percorsi più da “grandi”.

La storia in Val di Ledro

Dal 2011 le palafitte del lago di Ledro sono patrimonio dell’umanità dell’UNESCO. Un luogo dove immergersi nella storia tra palafitte ricostruite e parti storiche, organizzate in un museo che fa capo al Muse di Trento.

Questo villaggio palafitticolo fu scoperto alcuni anni fa per caso e se ne studiò subito un modo per tutelarlo, creando dei punti dove non si può accedere nè dal lago nè da terra.

museo-palafitte-ledro
Il museo delle palafitte

La visita è molto interessante perchè porta a scoprire, non solo le ricostruzioni ma anche la vita quotidiana dell’età del Bronzo, con tante attività organizzate anche per i bambini, come gli eventi “Palafittando” che li coinvolge in scoperte e lavori manuali.

Altro percorso per tutta la famiglia è quello che ci porta a conoscere Garibaldi a Bezzeca. Il percorso è gratuito ed aperto a tutti e si articola in un groviglio di trincee e camminamenti sotterranei che portano poi all’ossario dei caduti.

garibaldi-bezzeca

La sua celebre frase “Obbedisco!” fu proprio pronunciata qui a Bezzeca in un telegramma di risposta al Generale La Marmora che gli aveva intimato di fermare la sua avanzata verso Trento contro gli austriaci nella terza guerra di indipendenza.

L’area storica comprende anche parti della prima guerra mondiale e trincee organizzate con scale a chiocciola.

Degustazioni in val di ledro

Tra le specialità del territorio da assaggiare c’è sicuramente la birra, che vi consigliamo di assaggiare con una degustazione guidata al birrificio Leder.

La storia della val di Ledro e dell’esilio di molte persone durante la guerra è la storia stessa della birra. Molti deportati sono stati imprigionati in Cecoslovacchia e venivano costretti a lavorare i campi di Luppolo che veniva usato come pianta sedativa ed anche per produrre la birra. Chi ritornò in patria dopo la liberazione, iniziò a produrre questa bevanda che si diffuse in queste zone.

birrificio-leder-ledro

Il birrificio Leder, oltre ad offrire attenzione particolare alle materie prime, utilizza acqua di fonte alpina. Produce vari tipi di birra sullo stampo della tradizione ceca: speziati, aromatici, leggeri e più intensi.

La degustazione dura circa 1 ora e offre 4 tipi di assaggi. Non occorre la prenotazione.

Un’altra attività davvero consigliata con i bambini, è la visita al Museo della Farmacia Foletto.

Qui troverete alambicchi, pestelli e macchine per fare le compresse, insieme a vasi antichi, bilancini e tutto ciò che serviva al farmacista di un tempo per lavorare erbe medicamentose.

I Foletto sono farmacisti da generazioni. Il primo Foletto era di Lonigo in provincia di Vicenza! Si trasferì qui dove iniziò a produrre sciroppi, tinture e tante altre preparazioni derivate da erbe spontanee che raccoglieva.

Si può partecipare ad alcuni laboratori, su prenotazione, in cui fare una crema o uno stick labbra…di sicuro interesse per i bambini! Noi ci siamo divertiti un sacco!

E siccome si sa che i primi prodotti farmaceutici sono stati liquori e sciroppi, la tradizione della Farmacia Foletto li propone ancora … anche in versione Spritz!

spritz-foletto

Questo è il Picco spritz, fatto con il Picco Rosso, produzione Foletto…fragole e prosecco! Super goloso per un aperitivo!

Dove dormire al Lago di Ledro

E dopo tutte queste attività, un po’ di riposo ci vuole! Vogliamo quindi consigliarvi un luogo magico dove dormire!

Il Glamping Ledro offre piazzole e bungalow ma soprattutto le costruzioni tipiche di Ledro, cioè le palafitte!

Questa però è davvero stupenda: ecologica come piace a noi con cotone e legno, super accessoriata, con servizi igienici e doccia, ma anche con cucinino e luci a basso consumo. La palafitta ospita 4 persone, ha un letto matrimoniale al piano superiore e un letto con 2 lettini al piano inferiore.

Ideale per una vacanza all’aria aperta rispettando l’ambiente come piace a noi!

Dove mangiare al Lago di Ledro

Le specialità di questa zona sono davvero tantissime: qui si uniscono i prodotti del territorio ad una cucina che ha avuto molte influenze mitteleuropee.

La polenta di patate, la carne salada, i caponec (gnocchi di pane e salsiccia cotti nelle foglie di vite) e gli gnocchi boemi dolci con le prugne, sono solo alcune delle specialità che potrete assaggiare qui.

Per assaggiare prodotti tipici vi consigliamo l’Agritur La Dasa, dove si produce il formaggio tipico di queste zone.

L’agriturismo alleva mucche ed ha una stanza in cui pranzare fronte stalla…adorabile per i bambini!

Noi abbiamo assaggiato canederli e strozzapreti e spiedo con polenta di patate…ciao dieta!!!!

Se volete rilassarvi al fresco e godervi il panorama sul lago scegliete questo posto fantastico!

Se avete altre domande o volete organizzare un weekend come il nostro, scriveteci vi daremo altri consigli!

cosa-fare-lago-Ledro

San Romedio, il sentiero nella roccia con bambini

santuario-san-romedio

Uno dei trekking che ci piace sempre ripercorrere è quello che si trova in Val di Non e porta all’eremo di San Romedio. Un posto incastonato tra canyon e rocce, bosco e ruscelli, natura e religione.

Una gita adatta a tutti, con un sentiero da fare anche con i bambini fino all’eremo di San Romedio.

In quale paese si trova il Santuario di San Romedio

Il Santuario di San Romedio è uno dei più caratteristici eremi d’Europa. Sorge in Val di Non, vicino al paese di Sanzeno, sulla vetta di uno sperone di roccia alto più di 70 metri. 

Come si arriva al Santuario di San Romedio

All’eremo si può arrivare in due modi:

  1. In auto, da Sanzeno si attraversa la piazza e si prende la stradina che attraversa i campi di mele e la valle e si risale dopo circa 3 km, nella strada segnalata. Seguendo le indicazioni per il parcheggio, si accede poi con un breve tratto a piedi.
  2. A piedi, attraversando il fantastico Sentiero nella roccia. Sempre partendo da Sanzeno si seguono le indicazioni per il sentiero (non per il Santuario!) e attraversando il canyon si giunge a destinazione.

Il sentiero nella roccia

Il sentiero nella roccia è stato ricavato da un ex-acquedotto realizzato nella metà del 1800 per irrigare la valle.

Ora è tutto transennato e stabilizzato per cui percorrere il sentiero fino a San Romedio con bambini è assolutamente semplice ed in sicurezza.

sentiero-san-romedio-bambini

La strada è tutta in piano, tranne la parte iniziale con una breve salita tra i meleti della Val di Non e la parte finale con la scalinata di accesso al Santuario.

Il tempo di percorrenza è di circa 1 oretta attraversando boschi, torrenti, meleti e panorami incredibili.

Un altro trekking entusiasmante al Santuario?

LEGGETE LA NOSTRA ESPERIENZA A MADONNA DELLA CORONA

Il Santuario di San Romedio

Il Santuario di San Romedio è formato da cinque piccole chiesette sovrapposte, tutte costruite su uno sperone di roccia e unite tra loro da una lunga scalinata.

La scalinata è formata da 131 gradini, di larghezza ampia in ingresso, ma molto stretti in cima. Qui dovrete fare un po’ di attenzione a non scivolare!

scalinata-santuario

Le chiesette hanno stili diversi. Alcune sono allo stato attuale delle cappelle.

La prima chiesa sorse intorno al 1000 d.C. sulla sua tomba, tutt’ora presenta all’interno del Santuario. Nel 1500 si susseguirono le costruzioni delle altre chiesette, dedicate a San Giorgio, San Michele, San Romedio fino alla chiesa dell’Addolorata Vergine.

All’interno del Santuario sono custoditi molti ex voto.

Nella prima chiesa di san Romedio si trovano affreschi raffiguranti la Madonna con Bambino, l’Ultima Cena e una serie di angeli e santi, mentre nella seconda chiesa la pala dell’altare raffigura l’antico eremita con l’orso al guinzaglio, mentre gli affreschi delle pareti raffigurano i dodici apostoli, l’Annunciazione e l’Assunzione della Madonna.

San Romedio, il santo con l’orso

Romedio visse tra il 400 ed il 500 d.C. in queste zone. La leggenda narra che, dopo un pellegrinaggio a Roma, si spogliò di ogni suo avere e si ritirò in questi boschi.

Un giorno, dovendosi recare a Trento in pellegrinaggio, fece sellare il cavallo ma lo ritrovò sbranato da un orso. Senza scomporsi, Romedio fece sellare l’orso, il quale docilmente si lasciò mettere la sella, conducendo poi Romedio fino a destinazione.

Questa storia è raccontata da un orso in legno che si trova in ingresso.

orso-san-romedio

L’orso Bruno del santuario

Il santuario domina un orrido che è attraversato da un torrente e da bellissimi boschi.

orrido-val-di-non

Vi ricordate cos’è un orrido?

VENITE A SCOPRIRLO QUI, QUANDO ABBIAMO VISITATO LA CASCATA BRAZZAVALLE

Qui, nel recinto, vengono periodicamente custoditi degli orsi in cattività. 

Da marzo 2013 nel recinto vive Bruno, un esemplare di orso bruno dei Carpazi sequestrato ad un privato che lo deteneva illegalmente.

Bellissimo cercarlo con i bambini, anche se con il caldo che c’è ora d’estate non si fa vedere spesso!

Sentiero San Romedio orari di apertura

L’eremo è aperto tutto l’anno con i seguenti orari:

Da Ottobre ad Aprile9.00 – 17.30
Maggio, Giugno e Settembre9.00 – 18.00
Luglio ed Agosto8.30 – 19.00

L’ingresso è gratuito.

Per quanto riguarda il sentiero, viene chiuso nel periodo invernale per presenza di ghiaccio e neve. I periodi migliori per percorrerlo sono sicuramente la primavera e l’autunno.

Essendo un luogo religioso, si raccomanda un abbigliamento decoroso.

Le messe ed i ritiri spirituali sono disponibili in orari prestabiliti. Per tutte queste info contattate il sito del Santuario.

Maremma, percorsi da Talamone per vivere il parco

percorsi-in-maremma-da-talamone

Lo scorso weekend ci siamo ritagliati una pausa nella nostra amata Toscana, ed in particolare nel parco della Maremma, dove abbiamo fatto sia trekking che mare.

Il parco è molto esteso ed abbiamo già avuto occasione di esplorarlo ma oggi vi vogliamo far scoprire i percorsi percorribili da Talamone all’interno del parco della Maremma.

Il parco regionale della Maremma

Il parco Regionale della Maremma è una delle zone più belle della Maremma Toscana; comprende spiagge sabbiose ma anche scogliere ripide, tante pinete ma anche pascoli ed uliveti. Una varietà che ha permesso ad alcune specie di trovare il loro habitat perfetto.

La macchia mediterranea la fa da padrone con i suoi profumi e colori e potrete trovare davvero tanti tipi di piante, uccelli e animaletti del bosco!

Il Parco è a misura di bambini! Tantissime attività vengono organizzate per loro con percorsi a cavallo, in bici, a piedi e con attività nelle fattorie didattiche.

Avevamo già visitato la Maremma in primavera!

Ecco il nostro articolo!

Talamone

Per questo weekend abbiamo scelto come base Talamone, un piccolo borgo marinaro, proprio sul promontorio terminale del parco della Maremma.

Se vuoi vedere dove abbiamo dormito,

ecco un posto davvero a contatto con al natura!

Il piccolo paese, ha una piazza centrale molto animata con bar e locali che danno sul golfo dell’Argentario, con una vista fantastica!

talamone-centro

Una zona molto ventosa e frequestata dagli amanti del kitesurf e degli sport acquatici ma anche dalle famiglie che trovano fondali bassi e sabbiosi per i bambini.

Talamone è sede dell’acquario del parco della Maremma ( attualmente chiuso ) dove vengono mostrate le specie che popolano questa zona.

Nel centro del borgo c’è poi la scenografica Rocca degli Aldobrandeschi, che di notte offre una vista spettacolare sul faro e su Porto S. Stefano ed in giornate limpide permette di vedere l’isola del Giglio, Montecristo, Elba e Corsica.

talamone-spiaggia

Talamone è un posto che vi consigliamo se cercate una vacanza attiva, uno degli ingressi al Parco Naturale della Maremma, dove vivono in libertà daini, caprioli, cinghiali, volpi e molti altri animali selvatici.

Itinerari da talamone

In questa parte di Maremma i percorsi segnalati da Talamone sono i sentieri T1, T2 e T3 che partono tutti dalla zona delle Cisterne Romane.

Qui c’è un grande parcheggio in cui lasciare l’auto ed incamminarsi a piedi. La salita lungo il sentiero, in estate, è abbastanza impegnativa perché il primo pezzo è tutto sotto il sole.

parcheggio-cisterne-romane

Si inizia a camminare bene dopo Punta del Corvo, un punto panoramico dove sostare per vedere tutto il litorale dall’alto.

Per i più pigri si può risalire in auto fino ad Apparita, dove si trova un altro parcheggio, proprio prima di una casa solitaria all’apice della collina.

Da qui bisogna per forza proseguire a piedi nel bosco. L’andata in discesa, mentre il ritorno in salita, fino alla spiaggia delle Cannelle.

I percorsi da Talamone in Maremma sono infatti così suddivisi:

maremma-sentieri-da-talamone

Le percorrenze sono singole, quindi se farete tutti e tre i sentieri di seguito sono circa 8 km solo andata più il ritorno.

Alcuni siti rimandano a possibili percorrenze in bicicletta, ma al momento del nostro racconto, se volete arrivare in spiaggia, ve lo sconsigliamo perché la parte che va da Apparita a Le Cannelle è molto sconnessa ed, a meno che non abbiate delle biciclette da downhill, quasi impercorribile!

Spiaggia Le Cannelle in Toscana

La spiaggia delle Cannelle deve il suo nome alla torre cha la domina dall’alto, una spiaggia incontaminata ottima per una pausa sole e bagno durante la camminata attraverso i sentieri, ma anche per godersi una giornata di relax esplorando il fondale.

La nostra prima sosta è stata questa! Per arrivarci il sentiero è semplice e adatto a tutti, tenendo conto però della salita inziale.

spiaggia-cannelle

Qui non troverete sabbia ma mare cristallino, scogli e sassi, un po’ di sana brezza marina e un ottimo posto dove fare snorkeling. Si possono vedere pesci, crostacei e molta flora marina.

Ovviamente la spiaggia è libera, non c’è nulla, nessuno stabilimento e nessun bar né bagno, per cui dovrete attrezzarvi con stuoini e teli mare con cesti da pic-nic.

La grotta di Stoppa

Se dopo il relax in spiaggia vorrete proseguire il cammino dovrete risalire nuovamente verso Apparita, e prendere il T3 che vi porterà (in salita!) fino a Cannucceto e poi alla grotta di Stoppa.

Questo anfratto è piccolo e stretto, non aspettatevi una grotta di grandi dimensioni.

La leggenda racconta che qui si rifugiasse il brigante Stoppa e che utilizzasse questa grotta come luogo dove sequestrare i prigionieri che rapiva a scopo di estorsione.

Tornando indietro verso Talamone potrete anche avvistare la torre di poggio Raso, una fortificazione antica che spicca tra la vegetazione.

Consigli per l’itinerario a piedi

  • Calzare scarponi da trekking o comunque scarpe comode e chiuse
  • I biglietti vanno acquistati presso il Parco Regionale della Maremma, anche on-line. La zona è protetta e va salvaguardata anche con questo contributo
  • Portare sempre la mappa dei sentieri reperibile al Centro Visite perché la connessione in alcuni punti è assente ed il panorama nel bosco è tutto uguale. Bene anche la bussola!
  • Portare acqua da bere, un k-way, un cappello e una lozione antizanzare che, soprattutto in certi periodi dell’anno, può essere molto utile
  • Portare con sé mascherina e gel disinfettante da norma anti-covid
  • Organizzatevi con cibo e acqua perché non troverete nulla in questa parte del parco.

Laguna di Venezia in Bragozzo, isola per isola

venezia-in-bragozzo

Abbiamo visitato molte volte Venezia ed ogni volta è una scoperta! Oggi partecipiamo ad un’escursione in Bragozzo, la tipica imbarcazione veneziana scoperta che con il suo ritmo lento ci permette di esplorare la laguna di Venezia in barca girovagando tra antichi monasteri e colorate isole di pescatori.

Cos’è il Bragozzo?

Il Bragozzo è la tipica imbarcazione a fondo piatto della laguna. In passato veniva usata come barca da pesca ma ora è sempre più spesso utilizzata come barca da turismo.

venezia-in-bragozzo

Frequente nella zona di Chioggia, viene utilizzata anche a Venezia per visitare le isole. Non può entrare nei canali centrali ma può stare solo nella zona lagunare, permettendo di visitare i luoghi meno frequentati della laguna.

Ti ricordi la nostra gita a Chioggia?

Ecco cosa vedere!

Questo permette una navigazione lenta che fa scoprire flora e fauna della laguna (quanti avvistamenti!) ma anche posti meno noti al turismo di massa, in armonia con i ritmi dell’acqua e il fluire dei pensieri.

Dove prendere il Bragozzo

Generalmente le barche vengono noleggiate ad uso esclusivo di piccoli gruppi, noi l’abbiamo utilizzata insieme alla nostra accompagnatrice per Venezia Annalisa di Venicelocalfusion che ci ha accompagnato in questa gita.

Abbiamo preso il bragozzo dalla riva dietro Piazzale Roma. Ci si arriva con un breve tratto a piedi dalla Stazione S. Lucia oppure, se arrivate in auto, dal parcheggio do Piazzale Roma.

Il luogo di prelievo può essere concordato in altri punti con l’azienda che gestisce i bragozzi, Terra e Acqua.

Hai già visto il nostro itinerario per la street art a Venezia?

Scoprilo qui!

Posti da visitare in barca a Venezia

La laguna di Venezia è bellissima da esplorare in barca. Si scoprono posti e luoghi suggestivi che sarebbe impensabile raggiungere altrimenti.

laguna-venezia-in-barca

Le Barene con le garzette e gli aironi, i Ghebi-canali di comunicazione- ricchi di flora spontanea, i borghi colorati dei pescatori e l’aria della laguna respirata a pieni polmoni…tutto questo è Venezia!

Nella nostra gita abbiamo visitato due isole differenti ma bellissime che vi voglio far conoscere!

Isola di San Francesco del Deserto

Quest’isola si trova a circa 45 minuti di navigazione lenta da Venezia. Ospita un convento di frati francescani e fu fondata proprio da San Francesco di ritorno dall’oriente e dalla quinta crociata, dove si era recato a predicare il Vangelo al sultano e porre fine alla guerra.
Scelse l’isola per fondarvi un ricovero per pregare e meditare in pace, lontani dalla mondanità. Dopo la sua morte fu abbandonata a causa delle condizioni malariche della laguna, per poi essere riportata a splendore, dopo la dominazione austriaca, dal patriarcato di Venezia.

laguna-venezia-in-barca

L’isola è oggi un’oasi di pace, con il suo convento popolato solo da 5 frati residenti che si prendono cura della struttura e delle visite.

Si organizzano weekend di preghiera e meditazione aperti a tutti, prenotabili su questo sito.

chiostro-san-francesco-del-deserto

Il chiostro con il pozzo e quello con la madonnina sono molto caratteristici, così come la piccola chiesetta disadorna e la cella di San Francesco.

cella-san-francesco-del-deserto

Isola di Sant’Erasmo

La seconda isola per estensione dopo Venezia e la più ricca di terre coltivabili, tanto da essere definita “l’orto di Venezia” per le coltivazioni che la rendono famosa.

Ottimo il carciofo violetto, presidio slow-food ed i cereali coltivati su questo terreno.

Sostiamo qui per un aperitivo organizzato dalla fattoria didattica Gino E Inda con i sapori della terra di My experientia. I produttori coltivano cereali antichi ed hanno una serie di animali da cortile che sono fantastici da ammirare con i più piccoli.

sant-erasmo-fattoria-didattica

Ma sapevate che Sant’Erasmo è l’unica isola sulla quale circolano le auto? E’ così grande che ci sono strade asfaltate e segnaletica!

A metà strada da Cavallino e Venezia centro, è raggiungibile da entrambe le rive.

Hai letto il nostro percorso sulla ciclabile di Lio Piccolo?

Vieni a scoprirlo qui!

Per questa volta la nostra avventura termina qui …ma sicuramente torneremo ad esplorare Sant’Erasmo, magari alla prossima sagra del carciofo violetto!

In bicicletta a Lio Piccolo, nella laguna di Venezia

in-bicicletta-a-lio-piccolo

Durante il lock down ho avuto modo di studiarmi tantissimi itinerari a piedi ed in bici nel mio Veneto; uno di questi è quello a Lio Piccolo, un micro borgo della laguna di Venezia.

Qui il tempo sembra essersi fermato e la natura esplode in tutte le sue forme, cercando di farsi spazio tra la laguna ed i suoi turisti ed i canali con le barche.

Dove si trova Lio Piccolo e quando fare questa gita

Abbiamo scelto un sabato di maggio per percorrere questo tragitto in bicicletta a Lio Piccolo, periodo che vi consiglio perchè il sole non è ancora cocente e la pedalata risulta facile per tutta la famiglia.

mappa-percorsi-lio-piccolo
Mappa dei percorsi ciclabili da Punta Sabbioni

La laguna di Venezia si estende come una lingua di terra tra cielo e mare e la parte più sabbiosa è quella rivolta verso il Mar Adriatico con le sue spiagge di Jesolo e Cavallino. La parte interna è, al contrario, quella che fronteggia le isole di Murano e Burano e si ricollega poi con Venezia.

Da bravi veneti il nostro mare è sempre stato questo! Anni e anni trascorsi in vacanza qui al Cavallino, sia quando ero piccola sia quando era piccolo il folletto, e tutt’ora devo dirvi che appena abbiamo un weekend estivo ci spostiamo qui.

Cercate un camping nella natura in fronte mare?

Ecco la nostra esperienza al Cavallino di Jesolo!

La parte finale è Punta Sabbioni, il terminal dei traghetti Actv , ed il punto più estremo in cui si arriva in auto.

noleggio-bici-lio-piccolo

Qui ci sono alcuni parcheggi a pagamento ed un parcheggio a monetine. Vi consigliamo il Parcheggio-auto-moto per la tariffa giornaliera economica ed anche perché potrete noleggiare le bici direttamente da loro.

Percorsi ciclabili in laguna di Venezia

I percorsi che si possono fare sono tanti! Sulla mappa c’è la ciclabile a sfioro di Jesolo e Cavallino, che però non è ancora terminata del tutto e quindi attendiamo per farla.

Ma da qui partono anche:

  • La via dei Forti: un percorso storico, tra musei all’aria aperta e fortificazioni appartenenti al periodo 1845-1920. Tra i principali, la maestosa Batteria Amalfi e il Forte Treporti e la restaurata Batteria V Pisani, che ospita un museo.
  • La via del tramonto: un percorso ad anello che ci fa scoprire in lontananza l’isola di Sant’Erasmo, “l’orto di Venezia”, il MoSE, la barriera a protezione di Venezia contro i danni causati dall’acqua alta ed il mare.
  • La via degli orti e della laguna: il percorso che abbiamo fatto oggi e vi raccontiamo nello specifico.

In bicicletta a Lio Piccolo

La nostra gita in bicicletta a Lio Piccolo parte costeggiando la laguna di San Felice. Cominciamo da subito a sentire il profumo del salmastro e del mare, guardando casette colorate e gabbiani.

Sulla sinistra troviamo il Forte Treporti, detto anche Forte vecchio, costruito durante la dominazione austriaca del 1850 per difendere uno degli accessi via mare di Venezia, ed ora in rovina.

forte-vecchio-cavallino

Prima tappa

La nostra prima tappa è TREPORTI, il piccolo paese con la grande chiesa della S.S. Trinità e la chiesetta con i due caratteristici campanili.

Seconda tappa

Proseguiamo seguendo la laguna ed i suoi canali fino ad arrivare a SACCAGNANA, la nostra seconda tappa.

Qui la vista si apre su di una piccola corte rurale dove si affacciano basse case coloniche ed una imponente villa, Villa Zanella.

saccagnana-lio-piccolo

Le barene

Da qui si apre la laguna e abbiamo fatto alcune soste. Troviamo l’ecosistema delle BARENE, terreni che vengono periodicamente ricoperti dal mare. Hanno un ruolo importantissimo per la tutela delle biodiversità.

barene-laguna-venezia

Ci sono infatti varie specie di uccelli: gabbiani, aironi, falchetti e garzette, ma anche tanti anfibi e pesci, e tra le piante, la Salicornia, il Tamerice e il Limonio.

Conosci la Salicornia?

Una pianta dalle mille virtù! Scopri come usarla in cucina qui!

I fenicotteri a Lio Piccolo

Vi sareste mai aspettati di trovare i fenicotteri qui in laguna? Ebbene sì…se verrete in bicicletta a Lio Piccolo ve li troverete in tantissime distese d’acqua.

In questa stagione sono ancora con il piumaggio bianco o rosa chiaro perchè si nutrono di piccoli crostaei ed alghe, soprattutto la Dunaliella salina, che lascia il colore rosa al piumaggio ed ora non sono ancora proliferate.

Ma vederli salire in volo o scorgerli finchè scavano tra la sabbia, è un’emozione indescrivibile.

fenicotteri-lio-piccolo

In questo tratto tra Saccagnana e Lio Piccolo ci sono vari punti in cui vederli lungo la strada.

Gli orti di Lio Piccolo

Questa ciclopedonale si chiama “La via degli orti e della laguna” proprio perchè oltre ad attraversare tutto il territorio lagunare, offre scorci sugli orti che, anticamente, erano quelli della città di Venezia.

Famosissime le giuggiole ed il carciofo violetto, che in veneziano si chiama castraùre, una prelibatezza locale da non perdere!

Terza tappa

Arriviamo finalmente in bicicletta a Lio Piccolo, un micro borgo di soli 22 abitanti formato da canali e isolette collegate tra loro. La piazzetta in terra battuta presenta un campanile ricostruito e la chiesetta di Santa Maria della Neve.

lio-piccolo-venezia

C’è uno spazio allestito “Frammenti di laguna” che ci mostra flora e fauna del luogo, ma anche reperti storici ritrovati qui di epoca romana.

Di fianco alla chiesetta c’è Palazzo Boldù, di proprietà di Swarovski, ma anticamente sede del convento dei padri armeni.

Se si percorre la strada fino alla fine del lembo di terra si arriva ad un locale, il Notturno, dove si assaggia pesce fresco ma anche dove si può fare una sosta cicchetto e prosecco ( che a Venezia non fa mai male!)

Quarta tappa

Da qui si torna indietro e si può scegliere di rientrare (la strada non è circolare) oppure di prendere la strada fino a Mesole.

Orti e frutteti seguiranno le vostre pedalate fino al Convento delle Mesole, un monastero femminile del 1380.

Il rientro è più veloce e senza fermate ma con panorami totalmente diversi. Si scorgono le isole di Murano e Burano sulla destra a far da sfondo ad un paesaggio lagunare è un vero paradiso naturale dove cresce rigogliosa la vegetazione tipica fatta di salicornie, ruchette di mare e il limonium che in tarda estate fiorisce colorando la laguna di una suggestiva tonalità lilla.

Una pedalata adatta a tutti durante la quale il silenzio magico che regna in quest’oasi naturale viene interrotto solo dal canto degli uccelli che hanno fatto di questa laguna il loro habitat: aironi, garzette, cavalieri d’Italia, gabbiani, sterne, anatre e cormorani.

Informazioni generali:

  • Parcheggio auto: Parcheggio-auto-moto a Punta Sabbioni
  • Mezzo: bicicletta noleggiabile presso il Parcheggio-auto-moto
  • Guida: per questo percorso ci siamo affidati ad Annalisa di Venicelocalfusion, che ci ha portato a conoscere anche flora e fauna di questo posto in modo impeccabile, super consigliata!
  • Percorso: Punta Sabbioni – Treporti – Saccagnana – Le Mesole – Lio Piccolo e ritorno
  • Lunghezza: Km 12 per l’andata, Km 9,5 per il ritorno
  • Tempi di percorrenza: 2h all’andata, 1h 40′ per il ritorno
  • Viabilità: l’escursione si svolge interamente su strada asfaltata
  • Punti d’appoggio: bar, ristoranti e negozi a Punta Sabbioni, Treporti e Saccagnana; assenti nel tratto Saccagnana – Le Mesole e Lio Piccolo
  • Periodo consigliato: da aprile a ottobre, meglio primavera e autunno
  • Abbigliamento: comodo e sportivo, consigliato cappellino per il sole, crema solare e spray per gli insetti

Una giornata in Villa Valmarana ai Nani

Essendo vicentina, mi trovo a scrivere davvero pochi articoli su Vicenza, ma oggi voglio portarvi a visitare Villa Valmarana ai nani, una villa storica con un patrimonio culturale ed artistico davvero importante.

Dove si trova Villa Valmarana ai nani

La villa si trova nel comune di Vicenza sul colle di San Bastiano, poco lontana dalla famosa villa “La rotonda” in posizione perfetta per ammirare il panorama su Monte Berico ed il suo Santuario.

Per arrivarci dovete seguire le indicazioni dal nuovo tribunale e salire sul colle. Potete farlo a piedi o in auto. Sopra troverete un piccolo parcheggio.

La storia della villa

Il nome della villa è legato alla famiglia Valmarana, appartenente alla nobiltà vicentina, che acquistò questa casa nel 1720 per usarla come residenza estiva.

Il soprannome “ai nani” è legato però ad una leggenda precedente: la principessa Layana era nana ed i suoi genitori per farla sentire a suo agio l’avevano circondata di personale a servizio nano. Un giorno però uscì dal castello e vide un giovane a cavallo. Sentendosi deforme si buttò giù dalla torre del castello. In quel momento i nani si trasformarono in pietra per non esser stati in grado di salvare la principessa.

I nani accolgono tutt’ora i visitatori dall’alto del muro attorno alla villa.

nani-villa-valmarana

La famiglia Valmarana affidò il restauro della villa all’architetto Muttoni, allievo del Palladio che porta lo stile classico settecentesco. Gli affreschi sono affidati al Tiepolo che dipinge le sale con i temi preferiti del capofamiglia Giustino Valmarana: mitologici e classici, con scene dall’Iliade, dall’Eneide, dalla Gerusalemme liberata di Torquato Tasso e dall’Orlando Furioso di Ariosto.

affreschi-tiepolo

I giardini e la foresteria

Un bellissimo giardino circonda la villa. Dalla foresteria, si accede al porticato e poi al bosco con il giardino.

La foresteria ha altre sale da visitare, sempre affrescate da Tiepolo ma con temi più “di moda” per l’epoca: le cineserie, la vita dei contadini, il carnevale veneziano.

foresterie-sale-villa-valmarana

Il verde si estende tra alberi e roseti, i giardini all’italiana, fino ad arrivare ad un percorso che si snoda nel parco del tutto ombreggiato.

giardini-villa-valmarana

Come visitare la villa

Visitare Villa Valmarana ai nani richiede un paio d’ore circa, ma la bellezza della visita, a mio parere, sta nel percorrere al Valletta del Silenzio ed arrivarci a piedi in una sorta di percorso meditativo che ispirò anche Fogazzaro e Piovene, due scrittori Veneti.

All’ingresso si può affittare una smart guide che permette la visita autonoma oppure partecipare ad una visita guidata. In entrambi i casi vi ritroverete avvolti dalla storia di questa famiglia e dalle storie raccontate da questi meravigliosi affreschi che, anche se datati, ci raccontano leggende e storie senza età.

Orari e prezzi

La villa è aperta al pubblico durante tutto l’anno. Da novembre a febbraio tutti i giorni dalle 10 alle 16, da marzo a ottobre tutti i giorni dalle 10 alle 18.

Le visite guidate vanno prenotate. La domenica alle 10,30 troverete sempre una visita guidata libera.

I prezzi sono riportati sul sito.

Villa Valmarana ai nani bar

Se dopo aver visitato le sale volete un po’ di relax, potete rifugiarvi nel bellissimo chiosco della villa per un aperitivo o un caffè.

La villa ospita anche eventi e matrimoni ed ha anche un appartamento da affittare per una notte da sogno.

Chioggia, tra storia e mare

3-cose-da-non-perdere-a-chioggia

Chioggia è una cittadina veneta che sorge sulla laguna di Venezia. Un panorama da osservare, tra ponti e isole, calli e barche.

Frequento Chioggia fin da piccola per la sua vicinanza agli stabilimenti balneari di Sottomarina, la frazione sul litorale.

Ci sono stata molte volte con il folletto tra mare e bagni ma anche visitandone il suo centro storico che ben si presta ad una gita in giornata da Vicenza.

Ho quindi pensato di creare questa guida con le 3 cose da non perdere a Chioggia, creando un itinerario a piedi.

Dove parcheggiare a Chioggia

Il parcheggio è sempre un problema! Soprattutto in estate con la folla di gente che si riversa in spiaggia e con i visitatori giornalieri.

Noi parcheggiamo sempre sul terrazzo a pagamento del multipiano Giove sull’isola dei Saloni, in direzione porto. Il costo è davvero irrisorio, 50 centesimi l’ora, ed è a 2 minuti dal centro storico.

Il centro storico

Chioggia è una piccola cittadina, piena di Bàcari, di barche e di vita! Anche in questo periodo di covid è comunque vivace ed offre una bellissima passeggiata su Corso del Popolo.

Uscendo dalla calle del parcheggio, si passa sopra un ponticello e poi ci si immette nel Corso a circa metà strada.

3-cose-da-non-perdere-a-chioggia

La Chiesa di fronte è quella di San Giacomo, di origine medioevale, che sorge proprio al centro del corso con i suoi mattoni rossi.

Il campanile di Sant’Andrea

Poco più avanti troviamo la prima tra le 3 cose da non perdere a Chioggia: il campanile di Sant’Andrea.

campanile-sant-andrea-chioggia

Questo campanile, assieme a quello di Salisbury in Inghilterra, contiene l’orologio più antico del mondo. Datato 1386, si tratta di un astrario, cioè un orologio astronomico con ora, data, anno e movimento planetario. Una vera chicca insomma!

astrario-chioggia

La salita è ripida ma la vista che si domina dalla cima merita davvero. Insieme alle sue campane storiche ancora in funzione.

Il museo verticale del campanile prevede un ‘offerta libera ed è aperto la domenica dalle 10.30 alle 12.30.

Alla fine del corso c’è la piazzetta Vigo con il ponticello sul Canale e la colonna con la statua del leone di Venezia.

leone-chioggia-curiosità

La pescheria di Chioggia

Tra le 3 cose da non perdere a Chioggia, inserisco anche il mercato del pesce.

Adoro passeggiare per i mercati storici e questo mi ricorda quando ero bambina e andavo con il mio nonno a scegliere il pesce da cucinare per pranzo!

mercato-pesce-chioggia

Ora è rimpicciolito a causa del covid ma presenta ancora tanti banchi carichi di “pescato del giorno” con i loro colori e profumi.

La pescheria è aperta tutti i giorni dalle 8 alle 13 ad ingresso libero.

Tornando sul corso ci si può fermare in un bàcaro per uno spritz magari con un crostino con il baccalà mantecato…davvero ottimo quello del Wine Bellini.

Il refugium pecatorum della cattedrale di Santa Maria Assunta

Il duomo di Santa Maria Assunta si trova all’inizio del corso del Popolo ed è la chiesa principale della cittadina. Sul lato presenta questo giardinetto chiamato Sagraeto (piccolo sagrato) dagli abitanti, con la statua della Madonna con Bambino sormontata da una cupola dorata, davanti alla quale i condannati a morte facevano l’ultima preghiera.

Venite a trovarci su Instagram dove troverete tutte le foto della nostra gita!


Recanati, verso l’Infinito ed oltre

4-luoghi-di-Leopardi-a-Recanati

Se siete appassionati di Toy Story vi sarete trovati a ripetere questa frase più volte perché Buzz Lightyear é un robot/astronauta molto cocciuto, che vuole volare nonostante la sua semplicità di giocattolo. Ma noi questa frase l’abbiamo girata a nostro favore (…ogni tanto i genitori lo fanno!) ed abbiamo coinvolto il nostro bambino in un’esplorazione cittadina, che di “Infinito” aveva solamente il celebre componimento di Leopardi!

Eccoci quindi ad esplorare Recanati ed i luoghi di Leopardi.

In che regione si trova Recanati?

Recanati è un piccolo comune delle Marche, regione che abbiamo visitato nel nostro on-the-road tutto italiano in quest’estate strana del 2020.

Si trova sopra la sommità di una collina, poco lontano da Loreto e Ancona ed a sud del Conero, dove abbiamo passato qualche giorno al mare.

Cosa vedere a Recanati?

Famosa per i suoi luoghi Leopardiani, merita assolutamente una visita anche solo per la sua piazzetta ed il suo borgo storico. Ma ecco, secondo noi, i 4 luoghi di Leopardi imperdibili da vedere a Recanati.

1. La casa di Giacomo Leopardi

La casa dove il grande poeta visse, nonché residenza della sua famiglia, è un luogo tutt’ora abitato ma comunque aperto al pubblico. Si chiama Palazzo Leopardi ed è affacciata su Piazzetta Sabato del villaggio.

recanati-casa-leopardi
La casa di Leopardi

I percorsi di visita fanno scoprire vari ambienti in cui immergersi nella tranquillità e nell’animo del poeta. Ce ne sono diversi, alcuni anche organizzati in streaming per le scuole e con esperienze multimediali.

La biblioteca è uno dei luoghi più affascinanti. Con più di 20.000 opere originali e tantissimi oggetti d’antiquariato racchiusi nelle teche. Il piano nobile è affrescato, ha pareti decorate e mobili d’epoca davvero di pregio. Si può poi accedere alla sua camera da letto rimasta in arredo storico.

Noi quest’anno (2020), abbiamo avuto l’onore di essere tra i primi a visitare una parte del piano nobile appena aperta al pubblico e restaurata, che conserva parte dell’esperienza di vita del poeta da bambino.

Purtroppo all’interno non si possono fare foto per cui se volete un’idea sulla visita non vi resta che guardare il sito di riferimento.

Orari e prezzi:

La casa di Leopardi è aperta la pubblico il sabato e la domenica dalle 10 alle 17, mentre nei giorni feriali solo su prenotazione. Il costo dei biglietti aggiornato e la prenotazione, vivamente consigliata, la trovate sul sito del museo.

2. La piazzetta del Sabato del villaggio

Di tutta Recanati è il posto più visitato tra i luoghi di Leopardi.

Molto carina e ben tenuta, la luminosità della piazzetta ed il suo piccolo bar, dove bere qualcosa, ci fa rivivere appieno le dimensioni del giovane Leopardi.

Qui troviamo la casa di Giacomo ma anche la casa dell’amata Silvia e la chiesetta di Santa Maria di Montemorello.

3. Il colle dell’infinito

“Sempre caro mi fu quest’ermo colle, e questa siepe, che da tanta parte dell’ultimo orizzonte il guardo esclude…”

GiACOMO LEOPARDI

Il famoso Colle dell’infinito è la sommità del Monte Tabor, poco distante dal Palazzo Leopardi, da cui si domina un paesaggio davvero incantevole sulle montagne circostanti.

colle-infinito-recanati
Il colle dell’Infinito

Da alcuni anni una parte del giardino è un bene sorvegliato dal FAI, il fondo ambiente italiano, con lo scopo di realizzare un progetto unico che unisse paesaggio e poesia.

Sulla sommità del colle c’è una stele con i versi leopardiani impressi su lastra ed una ricostruzione della sua tomba.

4. La torre del passero solitario

La torre del passero solitario è quella che si trova all’interno del chiostro di Sant’Agostino. Non di molta rilevanza architettonica quanto assolutamente di valenza poetica per i versi scritti sul passerotto che sostava qui.

torre-passero-solitario-recanati
La torre del Passero Solitario

Consigli ed impressioni

Tempo di visita di Recanati

Se state trascorrendo le vostre vacanze sulla riviera del Conero e vi state chiedendo quanto ci vuole per visitare Recanati, vi diciamo che il tempo di visita è di circa 2 ore e mezzo massimo 3 ore. Ovviamente considerando di avere già uno slot prenotato per i biglietti d’entrata al museo di Leopardi, altrimenti dovrete fare la fila e vi servirà molto più tempo.

In estate il clima è molto caldo quindi, dopo il mare, è consigliabile scegliere un orario pre-serale per gustarsi al meglio la visita ed anche godere del meraviglioso tramonto su mare e campagna dal famoso Colle dell’Infinito.

Posti instagrammabili

Una delle esperienze straordinarie da fare sul Conero è la liberazione delle tartarughe marine

LEGGETE QUI

Uno dei posti da sempre più instagrammabili di Recanati è la piazzetta all’interno del liceo classico “Giacomo Leopardi” dove troverete il balcone che domina la collina.

posti-instagrammabili-recanati

Ma merita menzione anche la piazza principale del borgo ed il colle dell’infinito, dove potrete trarre sicuramente spunto per foto degne di nota.

Sentiero invernale da Recoaro Terme al Rifugio Battisti

da-recoaro-terme-a-rifugio-battisti

Dopo un periodo di chiusura forzata, causa Covid-19, riprendiamo finalmente le nostre passeggiate in montagna con un sentiero sulle piccole Dolomiti, da Recoaro Terme al Rifugio Battisti.

Esploriamo un luogo vicino a noi in Veneto, Recoaro terme, dove il tempo pare essersi fermato! Un paesino semplice ed accogliente a circa mille metri di altitudine, dove sgorgano acque di fonte (ricordate l’acqua LORA?) e dove ci sono tutt’ora stabilimenti termali per cure idropiniche ed inalatorie.

**********************************************************************************************

«Recoaro, come paesaggio, è una delle più belle esperienze; e questa sua bellezza io l’inseguita prodigandovi con zelo e fatica. La bellezza della natura, come ogni altra bellezza, è gelosa, e vuole che si serva lei sola»  Friedrich Nietzsche

**********************************************************************************************

Le piccole Dolomiti

Le montagne sopra Recoaro sono nominate Piccole Dolomiti e confinano con i comuni trentini di Ala e Vallarsa, ma anche con la Val Leogra e la valle del Chiampo. Molto noto è il Passo della Lora, un valico alpino chiamato anche passo delle Tre Croci per la sua intersezione tra le province di Vicenza, Verona e Trento.

Una zona molto frequentata in estate per le molteplici camminate che si possono fare è la zona tra il Tre Croci e il Carega, la cui salita si affronta proprio dal comune di Recoaro.

Sentiero invernale da Recoaro Terme

Da Recoaro si possono fare tantissime passeggiate in mezzo alla natura ed ai boschi, proprio come piace a noi!

Quest’estate vi porteremo alla scoperta del Sentiero delle Cascate e del Sentiero dei Grandi alberi, percorsi solo estivi, ma ora vi porto alla scoperta di un sentiero invernale da fare anche con la neve da Recoaro Terme al Rifugio Battisti!

recoaro-terme-mappa-percorsi

L’itinerario è un andata e ritorno sulla stessa strada e non ad anello, ecco tutte le informazioni:

recoaro-terme-rifugio-battisti

La camminata è semplice in estate ma in inverno impegnativa e richiede ciaspole o ramponi e sicuramente meglio usare le bacchette da trekking!

recoaro-terme-rifugio-battisti

Detto questo, i panorami sono meravigliosi, ottimi per liberare i pensieri e lasciarli al bosco.

Dove parcheggiare

Da Recoaro si segue per Malga Lora, dove si trova il primo parcheggio e si può bere un caffè per rifocillarsi! Il parcheggio lo troverete anche qualche tornante più sopra dove ci sono le famose “Vasche Marzotto” del bacino idroelettrico Marzotto, ma i posti sono pochi e, in giornate affollate, non troverete sicuramente posto.

Il percorso verso il Rifugio Battisti da Recoaro Terme

Arrivati alla “Vasca” del bacino, la strada finisce e comincia il percorso sulla neve. Il sentiero è per la maggior parte battuto, anche perché viene usato dagli sciatori che fanno sci alpinismo.

Ci sono dei tratti non battuti ma basta stare al centro della pista per non sprofondare nella neve! C’è da dire che quest’anno (2021) è nevicato davvero molto per cui la situazione è questa ma penso che, di norma, il percorso non trovi ostacoli.

Dopo alcuni tornanti, ci fermiamo per mangiare un pezzetto di cioccolato e per fare a palle di neve! Davanti a noi si vede Cima Marana.

Arriviamo al Col de la Gazza, dopo un’altra breve salita e scorgiamo dei pannelli didattici che raccontano la grande guerra. Purtroppo questo percorso è inagibile e lo si nota chiaramente da quanto sono sommersi i cartelli!!

recoaro-terme-rifugio-battisti

Finalmente scorgiamo il Rifugio Battisti, proprio quando le forze ci vengono a mancare!

rifugio-battisti

Il Rifugio Cesare Battisti

Dal Rifugio Battisti, in estate, si diramano tantissimi sentieri. La strada che noi abbiamo fatto ora a piedi, è accessibile alle auto e molti parcheggiano qui sulla cima per partire alla volte del Carega o delle Tre Croci.

In inverno il panorama è coperto di neve ed è quasi impossibile avventurarsi se non se si è davvero esperti! Cosa che non compete a noi…che invece ci fermiamo a pranzo in baita ed assaggiamo degli ottimi spatzle con lo speck e torta della nonna!

Dopo esserci rifocillati, la discesa è semplice! Se per salire, con le soste fatte, ci abbiamo messo circa 2 ore e mezza, per scendere ci impieghiamo un’oretta circa!

Avete pensato anche alle passeggiate sulle colline di Colceresa?

Un itinerario che abbiamo percorso con il nostro folletto, quindi ovviamente adattato alle necessità di una famiglia, con soste e pause. Certo la salita è impegnativa, e con la neve ancor più faticosa ma i panorami vi lasceranno a bocca aperta.

Cose da sapere

  • Prima di tutto, contattate sempre il rifugio prima di partire. Vi diranno come è la salita, che tempo fa in quota e se hanno posto per il pranzo. Causa covid i posti sono limitati e non riuscireste ad accedere senza prenotazione.
  • Attenzione alle scarpe! Obbligatori gli scarponi da trekking impermeabili e degli ottimi calzini oppure scarponi da montagna. Noi abbiamo usato dei ramponcini e sono stati super utili, le ciaspole in alcuni casi sono davvero ingombranti e inutili e vi servono solo su neve fresca.
  • Lo zaino deve avere acqua, eventuale pranzo al sacco, snack. Attrezzatevi soprattutto per i più piccoli.
  • Prestate attenzione all’abbigliamento: quando si cammina si suda quindi ottimo abbigliamento tecnico ed un pile sono sufficienti, ma quando si arriva in malga serve un indumento caldo per compensare la temperatura e non raffreddarsi.
  • Mascherina e gel igienizzante, as usual!