San Leo è un borgo medioevale che sorge nella Val Marecchia tra Marche ed Emilia-Romagna. Terra di confine e di aspri scontri in tempi passati, ora risulta essere un bellissimo borgo da visitare, Bandiera arancione del Touring, in cui fare tante attività all’aria aperta! Lo abbiamo scoperto grazie a Greneer.vibes, un tour operator specializzato nei viaggi green. Ecco cosa fare e cosa vedere a San Leo!

San Leo, cosa vedere in un giorno

Già da lontano si cominciano a vedere i primi massi imponenti della Val Marecchia. Sulla sinistra la Repubblica di San Marino e sulla destra la Fortezza di San Leo. Se penso alle vicende che possono essersi succedute qui in tempo medioevale mi vengono i brividi. Lotte a colpi di armi e polvere da sparo in nome dapprima del culto pagano e poi cristiano.

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La Fortezza di San Leo

Il borgo un tempo si chiamava Montefeltro, dalla famiglia che portò la città allo splendore e successivamente la rocca prese il nome di San Leo, diventando luogo di rifugio di Berengario II. Citata da Dante nella sua Divina Commedia e luogo dove egli stesso passò, è nota anche per aver ospitato San Francesco.

Arrivata per cessioni varie allo Stato Pontificio, nel 1600 circa divenne un carcere dove finirono i loro giorni Felice Orsini e il Conte di Cagliostro.

Itinerario a piedi

Scegliete un itinerario a piedi per scegliere cosa fare e vedere a San Leo. Salite dapprima in auto sulla rocca. Appena arrivati alla porta principale, Porta di sopra, svoltate a sinistra. Potete proseguire per il Borgo solo se siete residenti o ospitati nel centro storico, altrimenti la zona ha la sbarra della ZTL.

Svoltando a sinistra, invece, troverete il grande parcheggio dove potrete lasciare l’auto ed incamminarvi a piedi. La Fortezza dominerà la vostra visuale dall’alto ma cominciate la visita dal basso così da godervi appieno ogni momento!

Piazza Dante inizierà già a coinvolgervi nella visita: pietra e ciottoli la rendono una delle piazze più belle di sempre. Non a caso San Leo è uno dei borghi più belli d’Italia.

Sulla sua destra troverete dapprima la Pieve e poi la Cattedrale: la Pieve è dedicata a Santa Maria Assunta ed è il monumento più antico della piazza. La basilica ha 3 navate ed una piccola cripta dove sono conservate le reliquie di San Leone (da qui San Leo).

La Cattedrale è in stile romanico ricostruita sopra le rovine dell’antica chiesa medioevale ed è dedicata a San Leone. La leggenda narra che San Leone e San Marino diffusero il cristianesimo in questa zona. Molto particolare è la Torre Campanaria che si trova all’esterno che costituiva la “Cittadella Vescovile” distrutta poi dai Malatesta. La torre diffonde in modo armonico il suono delle campane in modo che arrivi in ogni punto della valle.

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La Cattedrale di San Leo

In questa cattedrale hanno suonato numerosi artisti come Uto Ughi, Salvatore Accardo e Ennio Morricone, grazie alla sua spettacolare acustica.

Tra la Pieve e la Piazza troviamo il Palazzo Mediceo, ora sede delle informazioni turistiche. Edificato nel 1500 per ospitare il Governatore di San Leo e del Montefeltro per conto della Repubblica fiorentina. Attualmente ospita il Museo di Arte Sacra che contiene una serie di opere, dipinti ed oggetti del corredo liturgico provenienti dal territorio.

Terminata la visita della cittadina potrete salire alla Fortezza a piedi oppure in bus. Il servizio collega con un bus elettrico il borgo con la parte alta al costo di 1 euro a tratta. Se fa caldo come quando l’abbiamo visitata noi, ve lo consigliamo perché salire fino a sopra è una bella passeggiata!

La Fortezza di San Leo e Cagliostro

Tra le cose da vedere a San Leo c’è la Fortezza ha origini che si perdono nella notte dei tempi. Oggetto di contesa fino alla conquista di Federico da Montefeltro nel 1441, domina lo sperone di roccia offrendo una vista spettacolare sul territorio circostante. All’interno ci sono armature ed armi oltre alla famosissima cella del controverso Conte di Cagliostro.

Cagliostro fu un personaggio molto controverso. Legato alla Massoneria dell’epoca e Cavaliere dell’ordine di Malta, diventò famoso per la sua fama di Alchimista e guaritore. Arrivò perfino alla corte di Francia dove si narra ebbe a che fare con l'”affaire du collier” che scatenò la Rivoluzione Francese. Diventò “Gran Cofto” di una loggia di rito egiziano, ma, in perenne contrasto con la Chiesa, fu imprigionato con la condanna di Eresia e costretto a morire a San Leo.

Molte sono le leggende legate alla sua presenza qui, tra cui vari fatti misteriosi accaduti all’interno della Fortezza…insomma un po’ di mistero avvolge la scena…

San Leo, attività sul territorio

Tra le cose da fare e vedere a San Leo, vi segnaliamo anche alcune attività green imperdibili per un weekend in zona:

  • San Leo Cashmere: un’esperienza immersiva nell’allevamento delle caprette da cashmere di Luigi e Silvia. Noi li abbiamo raggiunti nel loro luogo di transumanza, dove con i loro fidati cani da gregge, lasciano le caprette libere al pascolo. Rientrati nella loro tenuta, ci hanno spiegato come si raccoglie il cashmere e come si prepara il filato, mostrandoci anche i prodotti finiti: meravigliosi cappelli e guanti, oltre a stole e maglioncini. Un’esperienza che vi consigliamo per l’autenticità dei proprietari e per la loro scelta di vita, a contatto con la natura ed i suoi ritmi. Trovate i loro prodotti qui.

  • La Canapa di Laura: Laura è un’artista che recupera vecchi sacchi di canapa e li stampa con metodo tradizionale. L’abbiamo conosciuta al Mercatino di San Leo dove ha un suo banco e vende le sue creazioni. Oltre a raccontarci come reperisce materiale, ci ha spiegato come viene stampato. Una stampa tipica della Romagna fatta usando farina, aceto e…altri ingredienti segreti con stampi in legno di pero. Una tecnica simile al Batik che abbina colori e disegni diversi per dare vita a tessuti dimenticati creando borse, bordure, tovaglie e runner. Guardate le sue creazioni su La Canapa di Laura.

  • Escursione con guida naturalistica: la zona del Montefeltro offre moltissime attività da fare a contatto con la natura. Noi ci siamo rivolti a Marco, una guida naturalistica specializzata che ci ha accompagnato in bici ed a piedi sui bellissimi colli attorno a San Leo. Abbiamo raggiunto dapprima la parte attorno alla rocca, dove ci ha mostrato la frana del 2013 ed i lavori di ripristino che sta subendo, poi ci siamo spostati a Sant’Igne.
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Frana di San Leo

Sant’Igne è un convento risalente al XVIII secolo la cui fondazione è attribuita a San Francesco d’Assisi. La storia racconta come San Francesco sia arrivato a San Leo in occasione dell’investitura a Cavaliere di un conte di Montefeltro. Diffondendo il Vangelo in modo semplice ma appassionato, coinvolse profondamente il Conte Orlando che gli donò le chiavi della Verna, un monte adatto a chi volesse fare penitenza. Questa storia è così radicata nella comunità che il Santo appare nello Stemma Comunale.

Facciamo sosta poi a Tausano, un piccolissimo borgo all’interno del quale è stata ristrutturata l’antica chiesa e resa abitazione. Famoso per la presenza di un parco bellissimo di Ninfee e per far parte del sito di interesse comunitario. Da sopra il cimitero si può ammirare infatti, la “Colata gravitativa della Val Marecchia”, calanchi e colline ondulate su cui emergono come giganteschi scogli le rupi di Perticara, Monte Pincio, Talamello, Maioletto, San Leo e l’affioramento carsico dei Gessi di Rio Strazzano e Legnagnone.

Durante la gita abbiamo fatto pausa alla Casa del Varco, dove potrete degustare un fantastico succo di frutta km zero. I proprietari gestiscono un Home Restaurant su prenotazione, dove si offre solo prodotto della terra e del loro lavoro.

Dove dormire a San Leo

L’ospitalità è una cosa importante e come sapete scegliamo sempre strutture che rispettino l’ambiente. La nostra scelta su San Leo è stato l’Albergo Diffuso San Leo. Una realtà giovane, dove Francesca e Marco i due titolari, mettono a disposizione degli ospiti camere dislocate nel borgo in posti diversi ed offrono una colazione con prodotti del territorio all’interno dei una sala predisposta. Un modo green per limitare l’urbanizzazione di un borgo gestendo le risorse in modo interno.

Le camere sono ampie e ben ristrutturate, con gli antichi interni in sasso ed una vista meravigliosa sul territorio.

Cosa e dove mangiare a San Leo

San Leo è un piccolo borgo ma dormire al suo interno dà la possibilità di godersi appieno il territorio anche dal punto di vista culinario. I sapori tipici sono dati dal formaggio di fossa insieme ai salumi di “grigione”, una razza di maialino brado. Da assaggiare ci sono anche le piadine e i cascioni tipici della Romagna e i tortelloni di San Leo.

Per gustarli al meglio vi consigliamo il Ristorante Il Castello in piazza e il Ristorante La Corte di Berengario II, entrambi a gestione familiare e con un ottimo rapporto qualità-prezzo. Se avete voglia di qualcosa di romantico le salette interne della Corte sono top!

Vuoi fare anche tu questo tour? Rivolgiti a Greener Vibes , un tour operator sostenibile che offre viaggi a misura di ambiente e territorio.

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