I dinosauri sul Monte Pelmo

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Come ogni anno decidiamo di trascorrere del tempo sulle nostre amate Dolomiti e di scoprire le perle del territorio.

La nostra scelta quest’anno è caduta sulla Val di Zoldo, meta spesso sottovalutata delle Dolomiti Bellunesi.

La zona si estende tra le vette del Monte Civetta e del Monte Pelmo e per anni è stata nominata soprattutto per la lavorazione del ferro e le sue miniere.

Ma oggi voglio portarvi alla scoperta dei dinosauri che hanno attraversato questa zona delle Dolomiti 250 milioni di anni fa con un itinerario a piedi ed un bellissimo museo interattivo.

Itinerario a piedi sul Monte Pelmetto

La nostra giornata parte con un’escursione che ci porta dal Rifugio Staulanza lungo il sentiero CAI numero 472 fino al grosso masso ai piedi del Monte Pelmetto.

Il tracciato si snoda attraverso il bosco, partendo con una lieve salita per poi stabilizzarsi ed essere quasi tutto in piano.

Vi dico subito che non è adatta ai passeggini e che comunque l’itinerario, anche se segnalato come facile, richiede un minimo di allenamento.

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Ad un certo punto infatti, si raggiunge un bivio dove ci si stacca dal sentiero e si sale sul ghiaione dolomitico con un tratto davvero ripido ed impegnativo!

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La ripida salita sul canalone dolomitico

Alla base del Pelmetto, sopra un grande masso sono impresse centinaia di impronte di piccoli dinosauri che risalgono al triassico superiore (220 milioni di anni fa), per la maggior parte dei rettili bipedi che transitarono attraverso le dolomiti.

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Le impronte dei dinosauri

Nonostante l’ultima faticosa salita è un’escursione divertente per i bambini che non vedono l’ora di vedere le impronte e leggerne la storia.

Un altro bellissimo percorso per i bambini in Val di Zoldo? Noi siamo andati anche alle sorgenti del Maè…leggete qui!

La durata è di circa 4 ore in a/r e vi consigliamo, oltre all’attrezzatura da montagna, i bastoncini da trekking perché alcuni tratti sono fangosi e nella discesa si scivola.

Il Museo Vittorino Cazzetta a Selva di Cadore

Per completare la nostra giornata “dinosauresca” abbiamo visitato anche il museo di Vittorino Cazzetta a Selva di Cadore.

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Il Museo Cazzetta a Selva di Cadore

Quest’esploratore infatti scoprì sia le orme di dinosauro del Palmetto sia l’uomo di Mondeval, altro eccezionale ritrovamento di questa zona.

Le orme dei dinosauri delle dolomiti

Questo moderno museo si trova a Selva di Cadore e con strumenti multimediali e ricostruzioni interattive vi catapulterà nella storia.

Le prime sale presentano il calco della grande lastra di dolomia con le impronte dei dinosauri. Animata con un video del dinosauro stesso che la calpesta.

Cazzetta racconta come la zona fosse in realtà fangosa e che quei buchi fossero le orme di un piccolo branco di rettili in cerca di cibo.

Si parla di periodi storici in cui qui c’erano atolli marini e l’acqua frangeva la roccia.

È molto divertente seguirne il cammino grazie al sistema di luci che le anima e scoprire come erano fatti attraverso le loro ricostruzione in 3d.

Tantissimi altri reperti sono esposti come fossili di epoca passata, stelle marine e le conchiglie bivalve note alla tradizione popolare per riti esoterici.

L’uomo di Mondeval

Ma l’eccezionale scoperta conservata qui è certamente l’uomo di Mondeval, un cacciatore nomade vissuto 7500 anni fa il cui scheletro fu ritrovato sulla piana di Mondeval, sul monte Croda da Lago.

Il ritrovamento è significativo perché lo scheletro è stato ritrovato circondato da pietre rituali e con un corredo funerario costituito da arpioni di osso e collana di denti di cervo.

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L’uomo di Mondeval

Il cacciatore è in una sala buia che si anima con una luce e fa risaltare lo scheletro nella sua interezza.

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Ricostruzione del bivacco preistorico

Molto bella è anche la sala con la ricostruzione di un bivacco dei primi abitanti di queste montagne e di tutti i loro attrezzi di caccia e uso comune.

Consigli utili

Il nostro itinerario è fattibile in una giornata di visita.

Non ve lo consigliamo con i bambini piccoli perché non apprezzerebbero la storia ma soprattutto sarebbe impegnativo per il tragitto a piedi. L’età ideale è dai sei-sette anni in sù.

Come sempre è indispensabile uno zaino da montagna fornito come vi abbiamo già consigliato qui.

Inoltre, portatevi acqua e snack. L’unico punto di ristoro è il rifugio Staulanza da cui si parte e si arriva ma non ci sono baite intermedie.

Per il resto gustatevi la giornata tra preistoria, vista mozzafiato sulle montagne e una bella camminata!

Post scritto in collaborazione con il Museo Cazzetta

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