Sabato abbiamo preso parte ad un evento autentico, vivo e profondamente radicato nel territorio a cui appartiene: l’Oro di Ramandolo 2025. Un viaggio tra profumi, racconti e persone che custodiscono con orgoglio una delle perle più preziose dell’enologia friulana: il vino Ramandolo. Ecco tutte le info per vivere al meglio le prossime edizioni, ma anche per scoprire come si svolge l’evento e perché merita di essere vissuto almeno una volta.

Dove si svolge “Oro di Ramandolo”

Quando siamo arrivati a Nimis, in provincia di Udine, la prima sensazione è stata quella di essere in un luogo sospeso tra tradizione e natura. Le case in pietra, i filari perfettamente allineati e il profumo dell’uva ci hanno accompagnati nella nostra giornata alla scoperta dell’evento Oro di Ramandolo.

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Nimis è un piccolo comune in provincia di Udine, adagiato sulle prime ondulazioni dei Colli Orientali del Friuli. È uno di quei paesi dove il ritmo rallenta e dove le vigne sembrano abbracciare ogni scorcio: è proprio qui che nasce il vino che porta il suo nome.

Che cos’è il Ramandolo

Prima di raccontarvi l’evento, vogliamo dare spazio al protagonista assoluto: il Ramandolo DOCG. Un vino passito o vendemmia tardiva ottenuto dal vitigno autoctono Verduzzo Friulano (o Verduzzo Giallo). È uno dei vini dolci più eleganti d’Italia, capace di unire struttura, equilibrio e una piacevole nota tannica che lo rende molto diverso dagli altri passiti.

“… il delizioso Ramandolo, il vino che sin dal medioevo raggiungeva a dorso di mulo la mensa papale, e che ha dato fama alla plaga. Nella quale il sole, la terra e la gente diventano uno stesso elemento. Non batte il sole tutto il giorno i fianchi del monte, scaldando la terra d’ocra che dona all’uva il colore dell’ambra?”
(Chino Ermacora, in “Vino all’ombra”, 1935)

Le sue caratteristiche principali:

  • colore dorato intenso, da cui il nome “Oro”
  • profumi di miele, albicocca e frutta matura
  • una dolcezza mai stucchevole
  • lunga persistenza
  • una storia secolare legata alle famiglie contadine della zona
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Noi all’inizio delle tappe

Assaggiarlo nel territorio che lo ha visto nascere lo rende ancora più speciale: ogni sorso è un tassello in più per capire l’essenza dell’evento dedicato all’Oro di Ramandolo.

Come si svolge l’evento Oro di Ramandolo

L’Oro di Ramandolo è un evento annuale itinerante dedicato alla celebrazione del vino Ramandolo DOCG e delle realtà produttive del territorio. Richiama appassionati, curiosi, turisti e amanti del buon vino da tutta Italia. Ogni tappa è una storia da assaggiare e ogni spostamento è parte integrante del viaggio. L’organizzazione mette a disposizione dei pulmini che accompagnano gli ospiti da una cantina all’altra, permettendo di vivere le diverse atmosfere del territorio senza pensieri.

La festa si lega alla tradizione di San Martino, il 12 novembre, momento in cui si chiude l’annata agraria. Proprio in questi giorni l’uva color ambra, lasciata appassire al sole o sui graticci, entra nei torchi per diventare Ramandolo DOCG: un vino “di color oro, leggermente tannico, di corpo, amabile, con profumo di acacia e di frutta matura”. Non è solo un evento enogastronomico: è un invito a rallentare, ad ascoltare la storia di un territorio che si racconta attraverso il suo vino più prezioso.

Quello che ci ha colpiti fin da subito è stato il clima: informale, accogliente, genuino. Non è un evento “costruito”, ma una festa di paese che racconta con orgoglio la sua identità. È proprio questo a rendere unico l’evento oro di ramandolo: la sensazione di essere accolti come ospiti, non come turisti.

Programma 2025

L’edizione 2025 di questa degustazione itinerante tra colline e cantine si è svolta sabato 15 novembre 2025 con il seguente programma:

Ore 10.00 – Apertura reception presso la Cantina “I Comelli” (via Valle, Nimis).
Qui è possibile parcheggiare negli spazi indicati o nell’area retrostante il Ristorante Paradiso, servita da minibus navetta per raggiungere l’agriturismo Comelli, luogo di partenza della manifestazione.

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Calice di degustazione

Ore 10.30 – Inizio degustazioni.
Con braccialetto, calice e programma alla mano, gli ospiti iniziano l’aperitivo a base di vini bianchi fermi e spumanti del territorio, accompagnati da prodotti agroalimentari locali. Dopo l’aperitivo e le prime due proposte gastronomiche, si sale sui pulmini per raggiungere le tappe successive: cantine, ristoratori e artigiani del gusto accolgono con piatti stagionali abbinati al Ramandolo DOCG, al Refosco e agli altri vini del territorio.

Noi abbiamo assaggiato le chicche di zucca, fonduta di Formadì di frant, nocciole tostate e “pestat” di lardo Wolf alle erbe di Qui Wolf che erano davvero super! Abbiamo poi preso il pulmino e percorso le altre località interessate:

  • Comelli Andrea, un’accoglienza calorosa con vini impeccabili e un primo assaggio che apre subito l’appetito.
  • Borgo Romanzo, una tappa scenografica per la sua vista e piatti della tradizione che profumano di casa.
  • Osteria Ramandolo, qui si gustano sapori genuini e rustici, abbinati a calici che raccontano il territorio. Da non perdere la visita della Chiesetta storica.
  • Borgo Cloz, un borgo affascinante dove è impossibile non fermarsi a fotografare e ascoltare il Jazz.
  • Vigneti Micossi, una sosta immersa nei filari, perfetta per degustazioni panoramiche e prodotti locali dal gusto autentico, come il miele di Marasca del Carso.
  • Zaccomer Maurizio, tappa dall’atmosfera familiare con assaggi sinceri, preparati come una volta, come i ravioli al Frico.
  • Distilleria Ceschia, una degna conclusione con i distillati e la musica irlandese.
  • La Roncaia dove abbiamo assaggiato un piatto del Ristorante Costantini, Pollo d’autunno con zucca, castagne e porcini che Enrico ha definito “indimenticabile”.

Ore 14.30 – Apertura buffet dei dolci.
Nella location “base”, il salato lascia spazio ai dessert, insieme al banco d’assaggio dedicato al Ramandolo DOCG. Il gelato al Ramandolo e le frittelle di mele fatte al momento sono proprio da non perdere.

Ore 17.00 – Chiusura delle degustazioni (tranne la location base).
Da questo momento i pulmini garantiscono solo il rientro alla tappa iniziale e non più gli spostamenti tra le tappe intermedie.

Altre informazioni utili:

I banchi d’assaggio sono il vero cuore pulsante dell’evento: è qui che si inizia davvero a entrare nello spirito dell’oro di Ramandolo. Calice alla mano, si passa da una cantina all’altra assaggiando il Ramandolo DOCG nelle sue diverse interpretazioni, insieme ad altri vini dei Colli Orientali e a qualche produzione limitata che si trova solo in occasioni speciali. A noi è piaciuto moltissimo confrontare i vari Ramandolo: ognuno aveva una sfumatura diversa, un profumo particolare, una storia tutta sua.

Accanto ai vini c’è sempre la parte che mette d’accordo tutti: quella dedicata allo street food e ai prodotti tipici. Il frico che sfrigola, i formaggi locali, i salumi friulani, i dolci della tradizione e i piatti caldi preparati dalle associazioni del territorio rendono impossibile non fermarsi a ogni tappa per un assaggio. È una festa per il palato, semplice e genuina come il territorio che la ospita.

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Assaggio del Vino Ramandolo

A rendere tutto ancora più coinvolgente ci pensano spettacoli e musica, che animano la giornata con un’atmosfera allegra e rilassata. Tra performance itineranti, gruppi che suonano dal vivo, attività dedicate alle famiglie e momenti culturali che raccontano la storia del Ramandolo, ci si ritrova spesso a seguire una melodia tra i filari — proprio come è successo a noi.

E poi arriva la sera, quel momento in cui tutto si trasforma. Le vigne si illuminano dolcemente, le luci si abbassano e l’atmosfera diventa quasi fiabesca. Un modo perfetto per chiudere una giornata dedicata a un vino che sa di tradizione e di territorio.

Le cantine e i produttori: l’anima dell’evento

Ciò che rende speciale l’Oro di Ramandolo sono le cantine e le famiglie che da generazioni custodiscono il Verduzzo. Durante la nostra visita abbiamo incontrato produttori che parlavano del loro vino come di un figlio: con orgoglio, dedizione e amore. Ogni calice era accompagnato da aneddoti sulla vendemmia, sulla difficoltà del territorio, sulle scelte di produzione. L’umanità dei produttori è uno dei motivi per cui l’oro di ramandolo evento rimane nel cuore.

Partecipare all’Oro di Ramandolo è una di quelle esperienze che ti rimangono dentro, soprattutto se amate il vino, la natura, i borghi autentici e tutto ciò che profuma di tradizione. È un evento che non cerca di stupire con effetti speciali, ma conquista con la sua semplicità e con il legame profondo che ha con il territorio.

È anche l’occasione perfetta per scoprire un angolo di Friuli meno turistico ma ricchissimo di bellezza, con panorami che invitano a rallentare e a respirare a pieni polmoni. E, soprattutto, è un modo semplice e piacevole per staccare dalla routine e lasciarsi avvolgere dalla quiete delle colline, tra vigneti, incontri e sapori che sanno di casa.

Consigli pratici per vivere al meglio l’evento

Basandoci sulla nostra esperienza, ecco qualche dritta che può tornare utile durante l’oro di ramandolo evento:

  • Arrivate presto
    Il paese è piccolo e i parcheggi si riempiono in fretta, soprattutto nelle ore più affollate della giornata.
  • Indossate scarpe comode
    Ramandolo si sviluppa su una collina, quindi preparatevi a camminare tra salite e discese.
  • Ritirate il calice dell’evento
    Incluso nel kit degustazione, è il modo più pratico per assaggiare tutte le proposte delle cantine.
  • Portate uno zainetto
    Fidatevi: una bottiglia o due finiranno sicuramente con voi, e avere lo zaino a portata di mano fa davvero la differenza.
  • Fate in modo di arrivare prima del tramonto alla fine delle tappe
    La luce sulle colline è spettacolare e regala alcuni dei momenti più suggestivi dell’intera giornata.

Dove dormire nelle vicinanze dell’evento

Durante il nostro soggiorno a Nimis abbiamo dormito alla struttura Qui Wolf, un posto che ci ha subito conquistati. La struttura si trova a Casacco vicino ad Udine, perfetta per esplorare la città e godersi anche la campagna circostante.

L’atmosfera è rustica, con dettagli in legno e ambienti caldi che ti fanno sentire subito a casa, ma allo stesso tempo coccolosa, perfetta per rilassarsi dopo una giornata tra vigne e degustazioni. E se c’è una cosa che non delude mai, è la cucina: qui si mangia davvero bene, con piatti preparati con ingredienti locali e tanta cura, perfetti per accompagnare una serata all’insegna del gusto e della convivialità.

*Articolo scritto in collaborazione con Blogtour.it che ringraziamo per la calorosa accoglienza

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